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La Lombardia dice no al patentino vaccinale e fa bene

Francesco Storace
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Finalmente uno scatto di dignità da una politica che sembra a tratti reclusa nel dogmatismo. La scienza va seguita, ma bisogna anche saper spiegare ai cittadini che succede. Visto che finora assistiamo, sul coronavirus, a dibattiti dove persino i virologi sembrano l’uno contro l’altro armati.

Sacrosanta la lotta al Covid, ma anche la libertà è un bene prezioso. Ancora meglio: sia condotta con la serietà che ancora non si vede la campagna vaccinale, ma senza pretendere obblighi che sarebbero tali anche col cosiddetto “patentino”.

Già, perché alcuni vorrebbero imporre un marchio sulle persone: fila A per chi si vaccina; fila B per chi lo fa. I primi liberi di sollazzarsi, i secondi perduti nel grigiore.

Non è proprio normale e una istituzione ha detto no. La Regione Lombardia si è opposta infatti al tentativo di introdurre il cosiddetto patentino di immunità. Che era stato proposto con una mozione dalla consigliera Elisabetta Strada, eletta al Pirellone nella lista del sindaco di Bergamo Gori, trombato alle regionali dal governatore Attilio Fontana.
41 voti contrari, 16 favorevoli e 7 astenuti, la mozione è stata polverizzata, ridotta a carta da coriandoli, buoni per il prossimo Carnevale.

In pratica, con la certificazione dell’avvenuta vaccinazione anti Covid, si voleva consentire solo a chi aveva offerto il braccio alla siringa di partecipare ad eventi pubblici come concerti, partite di calcio o anche di poter liberamente prendere i mezzi pubblici o ancora frequentare cinema e palestre. Manco Khomeini ai vecchi tempi.

“L’idea di questo patentino ricorderebbe un marchio da dare alle persone, cosa che noi non vogliamo assolutamente fare. Ricordo che vaccinarsi è su base volontaria e quindi noi non possiamo porre nei ghetti chi non vuole farlo”, ha detto il consigliere regionale della Lega Massimiliano Bastoni.

Con un altro paradosso, poi: ancora non si capisce come finirà questa campagna vaccinale grazie ai casini di Arcuri e compagnia, e già qualcuno si preparava a selezionare le tante persone che hanno dubbi. Sappiate spiegare tutto a tutti, invece, che forse i cittadini se lo faranno più volentieri il vaccino, anziché ricorrere a furbizie davvero di basso conio.