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Giustizia a due pesi e due misure: Castelli può e Salvini no…

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Ormai ci stiamo facendo il callo ad una giustizia sempre più incomprensibile. E il dramma è che la politica sembra rassegnata. Due pesi, due misure, zero interrogazioni. Eppure quel paio di processi, uno a carico della viceministra dell’economia Laura Castelli e l’altro nei confronti del leader della Lega, Matteo Salvini, dovrebbero far riflettere. Garantisti, dove vi siete nascosti?

Le regole processuali devono essere rispettate. Da tutti e dovrebbe valere per tutti. Invece, per la Castelli sì e per Salvini no.

Ricapitoliamo. Tutto è accaduto nei giorni scorsi, nel più discreto silenzio, salvo rare eccezioni. La viceministra è sotto processo a Torino. L’udienza di qualche giorno fa è stata spostata al 22 febbraio, quando la Castelli sarà ascoltata, visto che lunedì, a causa del dibattito alla Camera, era impossibilitata a essere presente al Palazzo di Giustizia del capoluogo piemontese. Dunque, legittimo impedimento, come durante la famigerata era berlusconiana…. Il processo per diffamazione contro una candidata straniera del Pd alle amministrative – l’incoerenza non è un reato – non si celebra perché l’onorevole doveva votare per salvare la sua cadrega dai no alla prosecuzione del governo di cui fa parte.

Invece Matteo Salvini ha la sfortuna di essere senatore e non deputato. Un processo che lo contrappone ad un magistrato era previsto per la stessa giornata e sempre a Torino, ma il giudice ha deciso che non c’era legittimo impedimento. Come se la crisi di governo non riguardasse il segretario della Lega, capo della coalizione di opposizione al governo in crisi.

In pratica, secondo il magistrato che presiede il processo, Salvini doveva stare a Torino e non a Roma. Non doveva partecipare alla riunioni dei parlamentari nei giorni della discussione sulla vita del governo Conte.

Il che suona francamente abbastanza bizzarro. Le forze politiche contano le rispettive truppe, parlano con i loro deputati e senatori, ma per un giudice di Torino questo deve venire dopo il processo a Salvini per vilipendio alla magistratura. Non si rendono conto…