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Quanto ci costa casa Botteri in Cina. Grillini da opposizione contro la Rai…

Francesco Storace
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Ma quanto ci costa casa Botteri in Cina? La notissima giornalista della pandemia – così come la ribattezza uno dei più arguti senatori in carica – ha provocato un’interrogazione grillina al governo che sostengono. L’hanno presentata Elio Lannutti e un folto drappello di suoi colleghi pentastellati.

Il dito è puntato negli occhi del cassiere della Rai, perché si spende troppo “per un carrozzone” e il suo personale. Che Lannutti quantifica così: 939 milioni di spese annue per il personale RAI (12.901 dipendenti), con perdite di circa 40 milioni di euro. Che c’entra la Botteri? Semplice: secondo le informazioni riportate dal senatore grillino, mamma Rai paga un botto di soldi euro per restaurare un appartamento in affitto in sede estera di un giornalista. Che sarebbe proprio Giovanna Botteri. Un pezzo di notizia deriverebbe da un servizio di Striscia La Notizia.

Sott’occhio le sedi Rai di Mosca e Pechino. Nella prima sede operano due corrispondenti, dei dipendenti locali e un ufficio, il tutto per una spesa di circa un milione di euro all'anno. A ciascun giornalista viene fornito un appartamento in affitto, come di consueto, ma uno degli alloggi in locazione sarebbe stato adeguato alle esigenze del giornalista dalla RAI a un costo di circa 150.000 euro. Una spesa elevata, se si considera che l'immobile non è di proprietà e che per giunta non risulterebbe facilmente rintracciabile, come invece dovrebbe essere in virtù del codice di trasparenza, che obbliga la RAI a rendere accessibile ogni dato di spesa. Poi Lannutti aggiunge Pechino: da agosto 2020 la sede cinese sarebbe addirittura inutilizzata dopo il rientro in Italia della corrispondente Giovanna Botteri. Secondo quanto denunciato, al momento la RAI spenderebbe circa 300.000 euro all'anno per il personale cinese, altri 300.000 euro per la sede e circa 40.000 euro per l'appartamento della corrispondente, anch'esso vuoto. In totale più di 600.000 euro a cui si aggiunge lo stipendio della corrispondente stessa (oltre 200.000 euro all'anno) che però da 5 mesi non si trova più in Cina.

Se tutto questo è vero, siamo curiosi anche noi di sapere perché.