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Il prossimo presidente? “Eletto dai voltagabbana”

Francesco Storace
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“Ci vuole coraggio. Rivolgersi al popolo. Chi ha detto che si perde?”. E' rimasto togliattiano l’ex senatore del Pd che si affaccia spesso nella sala lettura di Montecitorio, ma è proprio arrabbiato.

“Abbiamo fatto umiliare la politica con questa alleanza ignobile con i Cinquestelle. Abbiamo assecondato un vanesio come Conte per massacrare Matteo Renzi. E adesso con la compravendita che rinfacciavamo a Berlusconi ci prepariamo a metterci in mano ai voltagabbana per far eleggere il prossimo presidente della Repubblica”.

E' vero, chiede la cortesia di non essere citato perché la corrente “mi ha promesso una nomina”, ma l’anonimato consente di interrogare la pancia (ma anche la testa) del Palazzo.

Ormai fra un anno cominciano le danze per il successore di Sergio Mattarella. E il rabberciamento di governo - chiamarla crisi è troppo nobile - provoca disgusto.

Anzitutto perché se pure Conte dovesse farla franca con un po’ di trasformisti in più al suo fianco, il cammino del governo nella palude sarebbe a rischio ogni giorno. E poi, se se la cavano fino a luglio - quando comincerà sul semestre bianco e il Capo dello Stato avrà l’alibi perfetto per non sciogliere il Parlamento - da allora i ricatti saranno sempre maggiori.

Immaginate che cosa potrà combinare uno come Clemente Mastella.

Mettetevi nei panni dei trecento scappati di casa grillini a cui nessuno potrà promettere seriamente il rientro in Parlamento senza voti.

Le votazioni per il Colle saranno un Vietnam, nessuno riuscirà a garantire alcunché per l’elezione di Tizio o di Caio. E tutto questo perché non si fidano del popolo. Nessuno dei potenti che comandano ora vuole rivolgersi ai cittadini né per governare figuriamoci se per fargli eleggere prima o poi il presidente della Repubblica.

La chiamano democrazia e hanno davvero una gran faccia tosta.

Ha ragione quell’ex senatore: la politica l’è morta, intonerebbe il poeta. Ma qui non c’è manco la prosa, viene giù tutto e non se ne accorgono. L’importante è che il voltagabbana sia trasformato in costruttore. Così si vergogna di meno.