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Superiamo il coprifuoco, usiamo gli scontrini fiscali dei ristoranti come pass

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Perché non permettere di andare a cena fuori fino alle 22 e poi usare lo scontrino fiscale come pass per rientrare a casa entro le 23? Da una parte si costringerebbero i ristoranti a emettere una regolare ricevuta,  contrastando così l'evasione invece di buttare i miliardi nell’inutile Cash back, dall’altro si permetterebbe ai locali di riaprire con la prospettiva di poter almeno garantire un turno serale se non due. Ma soprattutto si lascerebbero libere le persone di tornare gradualmente a una normalità: per essere a casa entro le 22 si dovrebbe andare a cena alle 19 e rientrare in fretta e furia lasciando il ristorante non più tardi delle 21. Sarebbe una corsa contro il tempo. Sapere di poter pagare entro le 22, invece, permettere di avere una boccata di ossigeno e godersi una serata serena dopo mesi. 

L’idea di usare lo scontrino fiscale come pass serale è venuta a un ristorante umbro, Riccardo Poggiani, titolare dell’Angolo del Buon Gustaio a Castiglione del Lago, un paesino del Trasimeno al confine tra la provincia di Perugia e quella di Siena. Una località turistica abituata quindi a ricevere persone sia dall’Umbria sia dalla Toscana. Lo scontrino come pass potrebbe permettere anche di superare i confini tra Regioni, volendo. Del resto se la priorità è far ripartire l’economia restituendo un po’ di aria ai ristoratori – considerata l’ormai accertata iniquità dei ristori elargiti dallo Stato – questa potrebbe essere una buona idea che incentiverebbe anche le persone ad andare a cena per poi magari stare fuori un’ora in più. Sicuro sarebbe la prima volta che gli italiani pretenderebbero lo scontrino.