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Conte si dimette e speriamo non torni più

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Vedere Giuseppe Conte dirigersi al Quirinale fa tirare un sospiro di sollievo. Leggero, perché mai prima di ora si era vista una tale incertezza. Ma pur sempre liberatorio, perché già da settimane l’esecutivo era in evidente agonia. Proseguire sarebbe stato un accanimento dannoso oltre che inutile. Il periodo storico che viviamo non concede il privilegio di perdere tempo in bassi magheggi di Palazzo. E se “urgenza e responsabilità” è stato l’alibi addotto da Movimento 5 Stelle e Partito Democratico per giustificare di tutto nell’ultimo anno, fino anche al pietoso (quanto fallimentare) mercato di parlamentari inscenato per ottenere la fiducia e restare sulla poltrona, ora assurge a dovere quanto mai necessario per interrompere i giochi e trovare soluzioni plausibili. Urgenti e responsabili. Cosa uscirà dal Colle non è immaginabile. Si è letto, detto, sentito tutto e il contrario di tutto. Persino il ritorno alle urne non sembra del tutto escluso. L’unica certezza è nelle mire di Conte: ha tentato di dar vita a una crisi pilotata, per evitare il passaggio sulla relazione del ministro Alfonso Bonafede che era già segnato, ma non è detto che il Capo dello Stato conceda a lui nuovamente la possibilità di cercare una maggioranza. Intanto Sergio Mattarella parlerà con i vari gruppi. E i nomi che circolano cui affidare un nuovo esecutivo sono talmente tanti ancora che è inutile elencarli. È prematuro guardare al possibile incaricato, considerato che al momento non è immaginabile neppure una maggioranza. Nei corridoi romani si narra di un gruppetto di peones pronti a sostenere un Conte Ter. E l’ex comandante De Falco ha garantito alle agenzie di stampa che la pattuglia è composta di almeno 10 uomini e sicuramente compatti. Ma l’invito di Luigi Di Maio a “stringersi a Conte” è suonato come il richiamo ai tanti Schettino (tra Pd e M5S) che stavano bellamente abbandonando la nave. A bordo, stando ai numeri, son rimasti in pochi. Lo stesso ministro degli Esteri è stato indicato come possibile Presidente del Consiglio ma se a proporlo è Matteo Renzi non appare credibile ai più e persino minaccioso all’interessato.

Non è che da Italia Viva si siano tirati indietro nei confronti persino di un Conte ter. In più, tra i fedelissimi del senatore di Rignano, hanno teso la mano e a quanti ribattevano loro di essere i responsabili della crisi hanno facilmente risposto che loro volevano esclusivamente svegliare il Governo. Che poi a Chigi si siano destati cadendo dal letto e schiantandosi in terra non è affare che riguarda Renzi e i suoi. Per quanto il tonfo riecheggi ancora. Conte, a quanto pare, sta ancora rimbalzando. Dovrà fermarsi. La campagna di reclutamento è stata un fallimento. E non ha compreso che nessuno penserai a lui. Mattarella inizia le consultazioni e non è detto che il suo nome venga pronunciato per un nuovo incarico dalle delegazioni dei partiti. Alcuni lo hanno rassicurato. Ma le rassicurazioni in politica valgono zero e dovrebbe averlo capito. Che poi la vera domanda è quanto gli convenga guidare un terzo Governo. E soprattutto con chi? Alcune caselle di un eventuale Conte ter sarebbero già occupate. Lello Ciampolillo, per citarne uno, aspira a un sottosegretariato. Del resto perché lo avrebbe sostenuto in Senato? E lui il voto gliel’ha dato, si aspetta riconoscimento. Idem i due di Forza Italia. E già son tre. Più quanti si sono esposti del Pd e del M5S in questi giorni per lui. Non vuoi premiarli? Insomma: se, come disse Nicola Zingaretti una settimana fa, la “via è strettissima” ora appare direttamente sbarrata. Il centrodestra, inoltre, ha fatto sapere che andrà da Mattarella solo bello compatto. E del resto era prevedibile. Matteo Salvini e Giorgia Meloni non si staccheranno l’uno dall’altro. Il leader della Lega non può andare in maggioranza lasciando l’altra all’opposizione, vorrebbe dire regalarle buona parte dell’elettorato. Perché al voto prima o poi si tornerà. E l’opposizione, ora, politicamente è meglio. A tutti andrebbe ricordato che c’è il Paese di cui occuparsi. Quindi una sintesi andrà individuata. Che sia Conte o altri. Anche se la speranza è per altri. Conte basta così.