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Terremoto Norcia, indagato Bianconi: meno male che era tutto fango

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Fosse stato per Partito Democratico e Movimento 5 Stelle oggi gli umbri avrebbero un presidente di Regione indagato con accuse infamanti: aver speculato sui fondi della ricostruzione. Per fortuna Vincenzo Bianconi ha perso le elezioni ed è un semplice consigliere regionale. Questo Corriere il 9 ottobre 2019 scrisse che l’allora candidato Bianconi aveva ricevuto fondi per la ricostruzione in maniera poco trasparente. La notizia fece il giro d’Italia. E ieri la Procura di Spoleto ha confermato tutto.

Con Bianconi è indagato anche il padre, il fratello e lo madre. Poi il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, tre funzionari del Comune. A tutti l’augurio di poter chiarire il prima possibile l’estraneità alle accuse e di non dover aspettare lustri prima di vedersi prosciolti. Certo gli strali con i quali Bianconi rispose agli articoli di Alessandro Antonini, le querele minacciate, la conferenza stampa indetta per bollare tutto come fango, le accuse a me e a questo giornale di essere di parte oggi sono certificate come menzogne.

Ricordare i raffazzonati plotoni di Pd e grillini sparare fregnacce contro questo Corriere fanno oggi ancor più tristezza. Perché penso ai tanti umbri vittime del terremoto. Penso al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al ministro della Salute, Roberto Speranza, che insieme a Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti, il 25 ottobre 2019 trovarono il tempo di raggiungere Narni per sostenere il candidato alla Regione Vincenzo Bianconi. Oggi indagato, insieme a genitori e fratello, con l’accusa di aver speculato sui fondi della ricostruzione. Accusa doppiamente infamante per un umbro. E meno male che era tutto fango.