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Lo strano caso del dottor Sileri, viceministro a sua insaputa

Davide Vecchi
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Uno degli esponenti del Governo Conte più apprezzati al momento è Pierpaolo Sileri, il viceministro della Salute. Rende buoni ascolti in tv e di fatto è conteso un giorno sì e l’altro pure dai vari programmi tra Rai, Mediaset e La7. Fa buoni ascolti perché dice in maniera semplice ciò che tutti pensano: i provvedimenti adottati dall’esecutivo Conte sono fatti male, inapplicabili; il piano per far fronte all’emergenza Covid messo in atto da Palazzo Chigi è stato totalmente sbagliato; le previsioni compiute dai tecnici del Governo tutte sballate. Insomma: per Sileri quanto fatto da chi guida il Paese è un fallimento assoluto. Applausi scroscianti. Ovviamente. Dal popolo della tv. Che però dimentica un piccolo particolare: Sileri non solo è parte del Governo che candidamente critica ma è il vice di Roberto Speranza al dicastero della Salute, ministero piuttosto rilevante sul fronte Covid. Sorge quindi il dubbio che sia lì a sua insaputa.

Prendiamo una delle sue tante comparsate, la più recente: domenica sera da Massimo Giletti, a Non è l’Arena. Sileri lamenta di aver chiesto il piano pandemico “per diversi mesi” ma “non ho mai ricevuto nulla”.  Tutta colpa dei burocrati del ministero, dice. “Io non conto un cazzo”, aggiunge. Per concludere: “Io sono il viceministro e continuerò a cercare la verità”. C’è un po’ di confusione a quanto pare. La verità al massimo può cercarla la magistratura, un viceministro può magari scegliere meglio i collaboratori e fare in modo di contare qualcosa. Altrimenti che ci stai a fare lì? Per andare in tv a fare il paladino di cosa? A Sileri piace scagliarsi contro i burocrati del ministero, accusati di “sciatteria, pressappochismo, assenteismo”. Ma invece di dirlo in tv perché non alza il telefono, non chiama il suo ministro Roberto Speranza e non organizzano un bel ricambio? S’è mai visto un allenatore che non cambia i giocatori meno produttivi in campo? O forse, come sostengono i complottisti antigrillini, Sileri viene mandato volutamente in giro per convogliare il malessere e mostrare che il Movimento ha ancora qualcuno non attaccato alla poltrona. Del resto Sileri, a differenza dell’ampia maggioranza dei suoi compagni di partito, una professione l’avrebbe, è un chirurgo. È stato reclutato e candidato dal Movimento dopo aver denunciato l’ex rettore di Tor Vergata, il professor Giuseppe Novelli. Sileri, all’epoca ricercatore, insieme al suo collega Giuliano Gruner fecero ricorso al Tar contro l’assegnazione di due cattedre andate ad altri e non a loro. Novelli tentò di fargli ritirare il ricorso e convocò Sileri e Gruner nel suo studio. Qui i due si presentarono con un registratore nascosto e dopo oltre un’ora di discussione il professore sbottò: “Per i prossimi anni, per quel che mi riguarda, si cerchi un altro Ateneo. Finché io faccio il rettore lei qui non sarà mai professore”. Audio consegnato alla magistratura. Ora Novelli non è più rettore ed è a processo mentre Sileri è diventato prima un eroe pentastellato e poi viceministro. Ora pure un prezzemolino televisivo. Per carità, a me sembra preparato, è piacevole da ascoltare e appare onesto, sincero, trasparente. Poi mi ricordo che è il numero due del dicastero che critica e allora penso che o ha il potere a sua insaputa o non sa gestirlo o, infine, recita una parte. Consenso e dissenso targato Cinque Stelle.