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Vergogna Azzolina (e Governo), ritorno a scuola scaricato sui presidi

Davide Vecchi
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Va bene, dobbiamo tenerci questo GGF (Governo Grande Fratello), graziato lui sì dal Covid ché senza pandemia Giuseppe Conte e seguito (e scodinzolanti segugi) sarebbero già andati a casa. Ci siamo sorbiti l’inutile pletora di consulenti, la fallimentare gestione del burocrate Domenico Arcuri, abbiamo finto di credere che il sito Inps avesse davvero subito un attacco hacker quando in realtà erano semplicemente finiti i fondi per le partite Iva e che il suo presidente, Pasquale Tridico, ogni giorno annunciasse per quello successivo il pagamento delle cig, seppure a oggi migliaia di lavoratori non hanno ricevuto mezzo euro. Insomma, abbiamo sopportato di tutto. Ma una cosa, almeno una cosa questo Governo provi a farla: tolga a Lucia Azzolina le deleghe all’istruzione. La scuola rappresenta il cardine fondamentale delle società moderna, non si può lasciarla in mano a un’aspirante boh passata per caso. Stamani abbiamo scoperto che invece di lavorare per riaprire le scuole, battere i pugni sul tavolo durante i Consigli dei ministri per pretendere fondi dal Re Sole Conte, così da regolarizzare e assumere e rinnovare il corpo docente e modernizzare (o semplicemente ristrutturare) gli istituti scolastici, Azzolina in vista di settembre fa come sempre: se ne lava le mani, e lascia l’incombenza ai presidi. Sorvolo sulla sua vice, la piddina Anna Ascani, altrettanto inutile al ruolo che ricopre, non foss’altro perché dopo mesi di lavoro al fianco di Azzolina dovrebbe avere il buon senso di prenderne le distanze. Invece le vive in scia. Il ministro pensa di riaprire le scuole l’ultimo giorno dell’anno? Una boiata di dimensioni epocali per chiunque sia dotato del minimo di logica, la vice Ascani si accoda. Non un fiato su tutta la ridicola gestione dell’istruzione di questi mesi. 
Quando il Governo ha decretato il lockdown non ha minimamente pensato alle conseguenze e ha abbandonato tutti (tranne i dipendenti pubblici) alle proprie sorti. Così come avrebbe dovuto fare una telefonata all’amministratore delegato di Trenitalia prima di annunciare che avrebbe vietato gli spostamenti tra Comuni e Regioni. Bastava poco, invece di annunciarlo senza pensare a cosa sarebbe accaduto. “Caro, io a mezzanotte vieto gli spostamenti tra tutti i Comuni quindi per cortesia blocca tutti i Freccia Rossa”. Ti credi il Re Sole, non ci pensi? Idem la scuola. Quel geniaccio di Azzolina, fan sfegata dell’ondivaga indefinibile macchietta televisiva Diego Fusaro, non si è preoccupata della continuità didattica. Alle scuole non sono arrivate due linee guida, un piano per organizzare corsi da remoto, l’invito a comunicare eventuali difficoltà nell’organizzarli: niente. Così ogni singolo istituto si è dovuto organizzare in autonomia e i professori (eroi veri, nonostante la miseria di stipendio che viene garantita loro) si sono reinventati, hanno “studiato” l’uso del computer. Purtroppo non ovunque è andata così. In molte parti d’Italia – dove la rete è carente – tanti bambini e ragazzi si sono trovati abbandonati. Ma le singole scuole, molte, moltissime, ce l’hanno fatta. Il merito – lo ripeto - è dei professori, dei presidi, ciascuno in autonomia: eroi. E anche gli studenti, tutti, sono stati straordinari. 
Dopo tutto questo lavoro il ministro (per caso, va detto) all’istruzione ha pensato bene di svilire l’impegno e la dedizione di studenti e professori annunciando che nessuno sarebbe stato bocciato. Perché non mortificare il lavoro altrui? Ma dopo un mese, a poche settimane dalla fine della scuola, ci ha ripensato e se n’è uscita dicendo che la promozione non era garantita. 
Sul plexiglas, distanziamento e ipotesi di misure sconclusionate per far tornare in aula gli studenti a settembre non mi soffermo neanche, tanto so che sono solamente boutade (come quasi tutte quelle partorite da Chigi) buttate lì per attirare l’attenzione, come le sparate nel confessionale del Grande Fratello. E infatti, puntuale, è arrivato lo scaricabarile, la pilatiana (solita) soluzione: ci pensino altri a risolvere i problemi. E alla scuola devono pensare i presidi. Il dramma è che non si vergogna(no). Tanto da metterlo per iscritto. Ieri, infatti, Azzolina ha trasmesso a Regioni e sindacati la sua proposta di linee guida. Alle scuole viene delegato interamente di individuare come “garantire il ritorno alla didattica in presenza”. E buone vacanze a tutti. Ché mica esiste un ministro, un Governo, un presidente del Consiglio. Scuola, imprese, esercenti, industrie, operai: cazzi vostri. Quest’esecutivo ricorda l’Alberto Sordi dei Vitelloni di Federico Fellini, lo strafottente che quando in auto passa vicino agli operai al lavoro fa loro il gesto dell’ombrello urlando “Lavoratori, tiè”.