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Coronavirus, il Governo nega all'Umbria i ventilatori polmonari. Durissima lettera di Tesei a Conte

Giuseppe Silvestri
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di Davide Vecchi Per il Governo l’Umbria deve arrangiarsi da sola. E' quanto emerge dallo scambio di comunicazioni degli ultimi giorni tra l’ufficio di presidenza della Regione e Palazzo Chigi per far fronte all’emergenza Covid-19. Uno scambio riservato che il Corriere ha avuto modo di leggere. Da una parte la presidenza dell’Umbria che da ormai un mese trasmette richieste precise e puntuali per le strutture sanitarie; dall’altra il premier Conte, i ministri alla salute e agli affari regionali, Roberto Speranza e Francesco Boccia, insieme ai commissari per l’emergenza Angelo Borrelli e Domenico Arcuri a tentennare, eludere le risposte e infine, dopo le ultime insistenze di Palazzo Donini, la verità: all’Umbria sono stati assegnati appena due dei 50 ventilatori polmonari richiesti e arriveranno tra 15/20 giorni, i casi gravi potranno essere trasferiti a Milano Fiera quando sarà operativa. Insomma: cara Tesei sono fatti tuoi. La risposta non si è fatta attendere. E nella posta certificata di Conte, Speranza, Boccia, Borrelli e Arcuri martedì pomeriggio è arrivata una lettera di fuoco firmata Tesei. La governatrice stigmatizza la riduzione da loro stabilita rispetto alle forniture richieste dall’Umbria di mascherine, Dpi (strumenti protettivi per il personale sanitario) e ventilatori polmonari. Ma soprattutto il cronoprogramma indicato “assolutamente inadeguato, tardivo e in grado di vanificare ogni sforzo finalizzato alla entrata in esercizio delle due strutture ospedaliere interamente dedicate Covid già allestite (Pantalla e Città di Castello, ndr), oltre che all’incremento di 35 posti letto di terapia intensiva, a cui si aggiungono 63 di semintensiva pneumologica essenziali a sostenere l’urto dell’onda epidemica”. Insomma: noi abbiamo fatto la nostra parte, ora toccherebbe allo Stato e al supercommissario Arcuri non rendere vano e inutile il nostro lavoro. Ma soprattutto non abbandonare gli umbri che sarebbero italiani come gli altri. Quindi, Tesei conclude invitando a rispettare i loro doveri e le loro responsabilità: “Si chiede di garantire non solo i citati Dpi (18 mila mascherine giornaliere ora e il doppio entro i prossimi dieci giorni, ndr) ma anche la fornitura di almeno 10 ventilatori polmonari per terapia intensiva entro 4-7 giorni e i restanti 18 entro 8-15 giorni”. E conclude rispondendo all’offerta di mandare gli umbri malati in giro per l’Italia: “Una ipotesi che non vogliamo nemmeno prendere in considerazione”. Il braccio di ferro continua.