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Le anime invisibili

Roberta Salvati
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Buongiorno amici lettori. Eccomi qua con l'augurio e la speranza di far riflettere, anche soltanto uno di voi, sulla importanza di iniziare questa giornata con il sorriso e la grinta necessari. Questa settimana per me è stata un po' pesante. Infatti è stata la settimana che ha previsto la pulizia del mio catetere. Ogni mese mi dirigo a Perugia, all'Ospedale Santa Maria della Misericordia, per il consueto lavaggio del mio cvc. Un bottoncino magico, inserito nella vena principale del mio petto, dal quale ogni quindici, giorni quei "veleni salva-vita", scorrevano nel mio corpo per ridarmi la speranza. Se tutto andrà bene, a febbraio potrò effettuare l'intervento chirurgico per poterlo togliere! Ma per ora , ogni mese è un flash back, un rivivere emozioni e sensazioni che durante il resto del tempo cerco di rimuovere e tenere nascoste. È una sorta di appuntamento con la coscienza, un momento in cui mi è ancora più chiara la fortuna che ho avuto, nel riuscire a superare la malattia. Questo bottoncino rappresenta il confine tra il prima e il dopo. Sapete, l'intervento per inserirlo fu l'ultima occasione che ebbe mia madre per potermi assistere, infatti, pochi giorni dopo, si sentì male anch'essa e iniziò così il suo calvario. Quante storie, quanti volti, quanti occhi pieni di speranza incontro ogni mese su quel corridoio, davanti a quella "porta G". Ci si scambia coraggio, forza, ci si asciugano lacrime a vicenda, ci si aggrappa alle storie positive. Mentre fuori il mondo scorre, ci sono queste anime invisibili che continuano le loro battaglie. Anime delle quali ho fatto parte anche io. Anime che vivono in una sorta di limbo, sospese tra la voglia di vivere e la paura di non farcela. Madri che lottano per i propri figli, donne e uomini che resistono per amore dei propri compagni, figli che insistono per difendere i propri sogni. Tutto ciò accade mentre fuori la vita scorre, mentre ognuno è preso dalla propria vita frenetica, mentre c'è chi si arrabbia per cose senza senso. E pensare che ognuno di voi potrebbe fare qualcosa per quelle anime, magari diventando donatore di sangue , magari tipizzandosi per diventare donatore di midollo osseo. Dico voi perché io, ahimè , queste cose non potrò più farle. Ma tu puoi. Pensaci. Ora terminerai il tuo caffè, tornerai alla tua giornata, vivrai le tue gioie e le tue angosce. Ma credimi, da qualche parte c'è qualcuno che sta facendo molto di più. Sta lottando per tornare a vivere e un tuo piccolo gesto potrebbe essere quel qualcosa in più, capace di ridargli un sorriso, di restituirgli la possibilità di continuare la sua vita. Proprio come te. Grazie per tutto l'amore che mi state donando attraverso le vostre mail. Oggi pomeriggio sarò a Spoleto , al Caffè Letterario di Palazzo Mauri dalle ore 18 per presentare "Tu con me", il diario di bordo mio e di mia madre, di cui tutti i diritti d'autore verranno devoluti al Comitato per la Vita Daniele Chianelli. Un dolore condiviso è un dolore che pesa meno. Roberta Salvati [email protected]