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La forza della scrittura

Roberta Salvati
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Buongiorno amici lettori, questa è una settimana per me molto significativa, perché festeggio due anni dalla nascita del mio blog su facebook. Un blog, un diario i bordo, nato nel periodo più duro e assurdo della mia vita. Quel "Dajerobs" urlato al mondo, nel momento in cui il mondo sembrava essersi dimenticato di me. La scrittura, usata come arma di difesa, quando tutto sembrava volermi attaccare. Io, i miei trent'anni appena compiuti, la mia dolce mamma , tutto stava precipitando, tutto si stava distruggendo. Due diagnosi di cancro arrivate improvvisamente, ed insieme, a sconvolgere una famiglia che di malattia non ne aveva mai sentito parlare. Venni in contatto con una di quelle tragedie che arrivano e travolgono tutto, senza neanche dire "ehi posso? È un buon momento?" No cavolo, non lo era un buon momento. Non è mai un buon momento quando si è travolti da un uragano così grande. E io cominciai a scrivere, scrivevo di giorno, di notte, quando gli occhi si riempivano di quelle lacrime che non avevano il permesso di poter scendere a bagnarmi il viso. Perché anche se io stavo male, mia madre stava morendo e io non potevo permettere che i suoi ultimi momenti fossero stati contornati da pianti e disperazione. Quel blog nato per condividere, per capire, per trovare risposte. Un blog che mi ha fatto scoprire il coraggio che alberga nella gente, che mi ha fatto conoscere situazioni sconvolgenti portate avanti con una umiltà ed una resilienza impressionanti. Scrivevo e mandavo fuori la mia rabbia, la mia paura. Perché di paura ne ho avuta tanta. E forse il momento in cui ho provato davvero terrore, non è stato tanto quello in cui mi comunicarono il cancro, ma fu enorme quello in cui mi fu data notizia della prossima morte, certa, di mia madre. Quando ti scontri con il terrore, quello vero, è una sensazione che ti rimane marchiata a fuoco nell'anima e sul cuore. Un blog a cui devo tanto, in cui ho trovato rifugio, consolazione. Un blog che mi ha aiutato a trasformare urla di dolore in un inno alla vita. Dove ogni giorno si parla di un argomento che il più delle volte viene tenuto lontano. Io, da subito cercai di parlarne con schiettezza, ironia, dolcezza, sicurezza, perché questa malattia va affrontata, vissuta, superata. Sto provando, insieme a voi, a sciogliere tanti tabù che gli girano intorno, a superare le discriminazioni da cui tanti malati sono avvolti. "Dajerobs"ormai non è più solo la mia personale auto incitazione a non mollare , ma è diventata la carica e la grinta per tante altre persone. E questo è importante, perché come ormai vi dico sempre, un dolore condiviso è un dolore che pesa meno. Quindi amici miei forza, buttate fuori ciò che vi sentite esplodere dentro. Rimboccatevi le maniche e andate incontro alla vostra vita. Non scappate davanti agli ostacoli, ma trovate l'energia necessaria per superarli perché poi voltandovi vi accorgerete di quanto in realtà fossero piccoli. Grazie delle tante mail con cui ogni settimana condividete le vostre storie con me. Vi abbraccio forte.