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Non è solo morte

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Roberta Salvati
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Buongiorno carissimi amici lettori e lettrici. Questa settimana vi racconterò di coraggio e resilienza , gli stessi che ho respirato domenica scorsa alla festa per i ventisette anni del "Comitato per la Vita Daniele Chianelli" . Penso che molti di voi conoscano già questa bellissima realtà che i coniugi Franco e Luciana Chianelli realizzarono molti anni fa, a seguito della enorme tragedia che li vide protagonisti con la scomparsa del loro piccolo angelo Daniele. Questi due immensi genitori, decisero che il loro piccolo avrebbe continuato a vivere in tanti altri piccoli guerrieri, e fu così che nacque il Residence Daniele Chianelli , una struttura con trenta mini appartamenti, situata proprio nelle immediate vicinanze dell'Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. Domenica, appunto, mi sono recata alla festa che organizzano ogni anno, ed è stata un'occasione per rivedere tanti miei amici di battaglia, dei grandi e piccoli eroi, che dopo aver oltrepassato l'inferno, ora stanno pian piano tornando alla luce. C'erano gli occhi della forza, i sorrisi di chi ne ha passate tante e le ha superate tutte. C'era vita amici miei. C'era vita. Perché al contrario di ciò che fa parte dell'immaginario comune, il cancro non è solo morte. Ma molte volte, per fortuna, si trasforma in rinascita, si trasforma in consapevolezza, diventa strumento di forza e presa di coscienza. Basta associare i malati di cancro a dei morti che camminano!!! Il malato oncologico è una persona che sta affrontando un cammino doloroso e difficile, ma lo sta facendo per riprendere in mano tutto ciò che la malattia lo ha costretto a lasciare. Il malato di cancro, non deve essere percepito o trattato come un condannato a morte perché non lo è!!!! Ho visto molti amici mollare ancora prima di iniziare la propria battaglia perché presi dallo sconforto, convinti che ogni lotta tanto sarebbe stata inutile. Sbagliato!!!! Le cure ci sono per tentare di farci guarire ! La chemioterapia è una fase che deve essere vissuta in funzione della nostra rinascita. Quante persone mi scrivono ogni giorno sulla mia pagina Facebook terrorizzate dall'imminente inizio delle loro terapie, smarrite e confuse da ciò che le aspetterà. Calma amici miei. Calma. Respirate a fondo. Fate un altro respiro ancora. Se ricevete una diagnosi di cancro non è detto che la vostra vita sia finita lì. Le cure a volte funzionano. Oggi si può guarire. Si può convivere con queste malattie. Ma bisogna combattere con forza tenacia e convinzione. Ed è proprio da questa forza e da questa tenacia che mi sono sentita avvolta domenica. Non mollate ancora prima di scendere in campo. Confrontatevi. Cercate di trarre forza dagli abbracci di chi vi è vicino. Dai racconti di chi ci è passato. La troverete. Credetemi. Ognuno di noi ha una riserva di grinta che il più delle volte ignora. Perché non si è mai pienamente consapevoli della forza che si possiede, sino a che essere forti non è l'unica scelta che ci rimane. Io ho passato giorni così terribili e disumani che se mi guardo indietro, ancora mi chiedo come sia stato possibile superarli. Eppure li ho superati! Io, ipocondriaca e ansiosa dalla nascita. Io, legata morbosamente a mia madre. Io, che ho sempre creduto di essere una debole e che alla fine debole non lo sono stata. Abbandonate quei ruoli che vi siete cuciti addosso. Il più delle volte vi accorgerete che non vi sono mai appartenuti . Grazie delle vostre mail, che numerose arrivano ogni settima. Un dolore condiviso è un dolore che pesa meno. Roberta Salvati [email protected]