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Il sole dopo la tempesta

Roberta Salvati
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Buongiorno amici lettori. Grazie della grandissima solidarietà che ho ricevuto da parte vostra in merito all'articolo della scorsa settimana, dove sottolineavo la difficoltà nel mantenere e ritrovare un posto di lavoro dopo un prolungato periodo di grave malattia. Ho ricevuto davvero tantissime mail da parte vostra, in cui ognuno mi ha raccontato la propria difficoltà, le discriminazioni subite. Tenete duro. Teniamo duro. Riuscire a guarire da simili patologie è già una grandissima vittoria. Piano piano riusciremo anche a ricostruire quella vita lasciata in sospeso.  Io ci sto provando grazie alla solidarietà e all'amore che ricevo ogni giorno nella mia pagina facebook "Dajerobs" , diventata ormai un punto di incontro e forza per chi ogni giorno lotta, abbiamo creato tutti insieme un circuito d'amore e solidarietà pazzesco. Cercate sempre di indirizzare il vostro dolore verso obiettivi positivi. Non focalizzatevi sulla tragedia che vi sta colpendo, non permettete ad essa di affondarvi.  Resistete.  Io ho fatto della resistenza la mia arma più potente. Ho passato giorni in cui in a casa mia si respirava solo morte e disperazione. Credetemi se vi dico che ci sono stati giorni in cui non avevo più lacrime da piangere, o voce per urlare la mia tragedia. Eppure... chiudevo gli occhi, facevo un gran respiro e mi ripetevo: "resisti Robs, resisti". E quello ho fatto. Perché dopo ogni tempesta, anche la più travolgente, il sole deve uscire, la luce deve tornare. Ho sempre cercato di trasformare le nostre urla di dolore in un inno alla vita. Raccogliendo affetto e umanità. Come questo fine settimana, quando il cantautore Paolo Vallesi ha deciso di farmi una sorpresa venendo a trovarmi a casa. Dovete sapere che la sua canzone "La forza della vita" è stata la colonna sonora della nostra guerra, una canzone che accompagnò me e mia madre nella nostra battaglia giorno dopo giorno. E questo cantante, dal cuore immenso, è diventato ora parte della mia vita. La sua amicizia, il suo affetto sono stati e sono tutt'ora un'ulteriore carica di energia per affrontare questo mio viaggio. Un viaggio iniziato a soli trent'anni contro una malattia atroce e con la perdita, per mano della stessa, di mia madre. Un viaggio che mai avrei immaginato di intraprendere. Un viaggio che avrebbe dovuto portare a due vittorie ma che alla fine, ce ne ha concessa soltanto una. Un viaggio che continua con il ripristino di quella vita tanto martoriata, violentata, sconvolta. Un viaggio che ora ha fame di felicità. Perché abbattersi davanti alle difficoltà sarebbe troppo facile e scontato. Qui c'è bisogno di vita. Di rinascita. Di speranza. Ed è proprio quello che sto provando a fare grazie alle mie pagine social e a questa rubrica che tanto amore in più mi sta portando. Trasformare dolori grandi in progetti altrettanti grandi. Questo bisogna fare, condividete sempre il vostro dolore. Lottate per voi stessi. Non sprecate il vostro tempo. Datevi l'opportunità di non avere mai rimpianti qualsiasi cosa succeda nella vostra vita. Vi abbraccio forte Roberta Salvati [email protected]