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"Il linguaggio del vento", opere di Sestilio Burattini in mostra a Montefalco

Alice Guerrini
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Le sue opere sono presenti in tutto il mondo, ma fino al 15 giugno saranno visibili anche a Montefalco. Parliamo di Sestilio Burattini e dei suoi 45 lavori esposti lungo le vie del paese e nel museo di San Francesco che parlano “Il linguaggio del vento” come dice lo stesso titolo dell'esposizione. La mostra è stata inaugurata a marzo alla presenza dell'artista magionese, del sindaco e dell'assessore alla cultura di Montefalco, del critico d'arte Anton Carlo Ponti, di Fabio Versiglioni (Futura Edizioni), di Pino Bonanno curatore della mostra e di Umbria Ensemble. “Questo è un momento magico – spiega l'artista - è un'esposizione che arriva dopo 2 anni di progettazione e lavori, è il culmine di una passione che non finisce mai, perché l'arte è così: leggera e infinita”. Ma la figura di Burattini e delle sue “creature” è stata ben tracciata dal curatore della mostra nella sua nota di presentazione: “Un uomo che gioca perennemente con il tempo e l'eternità, con i desideri e le speranze, con le emozioni inespresse e i sentimenti da interpretare”. L'individuazione di Montefalco “città magica e dalle nascoste energie positive, con la sua caratteristica storia e cultura, con la sua collocazione geografica e paesaggistica, dopo una attenta ricerca, mi è apparsa subito come il luogo giusto per realizzare il complesso progetto che consiste nella collocazione di 12 sculture monumentali nell'ambito del centro storico della città e di 33 sculture di dimensioni minori poste nelle tre sale adibite alle mostre contemporanee del Complesso Museale di San Francesco. Perché il luogo giusto? Per tale evento non sarebbe bastato qualsiasi spazio pubblico in uno dei centri storici umbri? Conoscendo bene, però, la genesi e le ragioni del fare scultura di Burattini – ha detto Bonanno - occorreva trovare un luogo che richiamasse l'insieme delle motivazioni estetiche a cui rimandano le sue opere. La componente del vento e dello spazio con cui dialogare hanno sempre avuto per Burattini un fascino e un impulso quasi vitale. Fuori da queste sollecitazioni il suo lavoro perderebbe forza ed espressività. Montefalco risponde bene a queste sue esigenze. Ha le radici antichissime e affondano in una storia millenaria, come millenaria è la storia geologica della materia di cui sono fatte le sculture: travertino o marmo che sia. Il vento è un elemento naturale che spesso influenza l'architettura rinascimentale della città, come è perennemente presente nel parco-studio “Grano Sole” di Burattini a Magione. Le sue opere sono esposte in permanenza in questo suo spazio della memoria interiore e in cui il vento, dopo che le sculture siano terminate, continua a levigarle come se fossero ancora bisognose di perfezionamento”.