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Spello PhotoFest, via alla seconda edizione: 15 gli allestimenti

L'inaugurazione dello Spello PhotoFest

Giulietta Mastroianni
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E' la seconda edizione dello Spello PhotoFest, organizzato da Fabrizio Corvi e Barbara Pinchi con la collaborazione del Terziere Posterula e il patrocinio del Comune di Spello. L'inaugurazione è avvenuta giovedì 3 settembre, in via Giulia, nello studio fotografico di Fabrizio Corvi, dove due anni fa si è trasferito, nei quartieri meno vissuti e popolati di Spello, quelli alti e meno accessibili della città, per intenderci. Nell'organizzazione va ricordata la collaborazione dei cittadini che hanno messo a disposizione locali inutilizzati, fondi, garage, atri, spazi non restaurati, per ospitare i quindici allestimenti fotografici (non si tratta solo di esposizioni) lungo la via, interrotta da un suggestivo e casuale camminamento per un cantiere aperto. La selezione dei lavori è stata fatta per metà grazie ad una call aperta su tema libero e per l'altra metà su inviti, rispettando la varietà di progetti e di corposità delle intenzioni ed evitando la street photo e il reportage. Si passa così da temi politici a visioni strettamente personali. Da foto ricostruite in studio a falsi set cinematografici. Da fotografie d'ambiente ai ritratti umani. Anche le tecniche sono miste: polaroid, scatole fotografiche con foro stenopeico, pellicola, bianco e nero con stampa in camera oscura, colore digitale. Un unico video che anche da solo vale una visita allo SpelloPhotoFest, (che proseguirà fino al 6 settembre dalle 10 alle 22 con orario continuato ed ingresso libero) : “In luce” di Fabio Galeotti. Un video tratto dalla Vocazione di San Matteo di Caravaggio. L'idea è quello di animare il capolavoro di Caravaggio e produrre nove minuti di rara bellezza con una  ricostruzione fedele della scena, grazie alla musica, ai cambiamenti di luce e alle azioni degli attori. Un modo di vivere, “entrando”in dimensioni naturali su uno schermo in pvc, il prima il durante e il dopo la scena della Vocazione, estendendo la “dimensione quadro”. Da menzionare anche i riflessi isolati e sottratti di Diego Buono, i volti senili e nascosti di Lorenzo Papi, la merce volante degli uomini senza terra di Filippo Rimatori e le vedute parziali e frattali degli edifici di Giovanni Presutti. Ma anche tutto il resto. Sabato 5 alle ore 17 è previsto l'incontro con Dario Coletti, vicedirettore dell'Istituto di fotografia di Roma, presso i locali che ospitano la sua mostra in via Giulia, dal titolo “Il fotografo e lo sciamano: dialogo tra un metro e l'infinito”.