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A Dancity il talento di Neneh Cherry

Giovanni Dozzini
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La notizia è trapelata qualche giorno fa. Dancity, quest'anno, porterà a Foligno Neneh Cherry. La cinquantenne musicista afro-anglo-svedese, la figlia adottiva di Don Cherry che ha solcato pressoché tutti i mari della musica contemporanea dal finire degli anni ‘80 a oggi, sarà la headliner della seconda giornata della manifestazione, venerdì 27 giugno. “La amo fin dalla mia adolescenza”, dice Giampiero Stramaccia, che di Dancity è la mente e il motore propulsivo. “Musicalmente, a livello di suono e di vocalità, è sempre stata al passo coi tempi. Nella sua carriera ha spaziato attraverso molti generi, dall'hip-hop al trip-hop al pop, sempre in maniera originale. Adesso, poi, sono arrivate la collaborazione con i RocketNumberNine e con Kieran Hebden dei Fout Tet, che ha prodotto il suo ultimo disco, Blank Project, uscito poche settimane fa. Un gran lavoro. Rimangono le radici, la Neneh Cherry degli inizi si riconosce, ma il ritmo e il suono sono terribilmente contemporanei. Penso che il suo live si sposi alla perfezione con Dancity”.  Poi c'è Flying Lotus, anteprima del 30 maggio a Spoleto, col suo stratosferico live audiovisivo in 3d in piazza Duomo. “Beh, lui è un genio assoluto. È la musica del futuro che si innesta nella musica del presente. Per l'elettronica è un po' quello che è stato Miles Davis per il jazz: un innovatore incredibilmente lungimirante. Flying Lotus ha stravolto i vecchi stilemi di jazz, hip-hop ed elettronica per riassumerli in un suono che va al di là dei generi. Per me portarlo a Dancity è un sogno che si avvera”. Vi sarà costato un'enormità. “Sì, per noi è un investimento notevole. Ma intanto abbiamo il sostegno della Red Bull Music Accademy, come ormai avviene dal 2008. Quest'anno, oltre che per Flying Lotus, ci lavoreremo insieme per cercare di approntare una diretta streaming del festival. Poi, certo, la spesa rimane comunque enorme. Diciamo che per andare in pari dovremmo fare 1.500 presenze. Ma ci accontenteremmo di andar sotto di qualche migliaio d'euro”. Non vi riesce proprio di guadagnarci qualcosa, con questo festival. “No, va bene così. Di solito chiudiamo ogni edizione con un passivo di circa 10mila euro. Cogli eventi Dancity che facciamo al Serendipity da settembre a dicembre ripianiamo i debiti dell'edizione precedente, mentre con quelli da Natale a maggio riusciamo a raggranellare un po' di fondi per le prime spese della successiva. Funziona così da un po', e non ci lamentiamo. Dancity non può diventare una manifestazione a scopo di lucro. Ad allestire un cartellone con musicisti elettronici di richiamo, da guadagno facile, non ci vorrebbe niente. Ma non è quello che vogliamo. Perderemmo tutto l'entusiasmo dei ragazzi dell'associazione, smarriremmo il nostro spirito originario. Noi vogliamo vento nuovo, che ci porti dei semi. Vogliamo essere liberi di fare ciò che ci piace e che siamo convinti possa piacere al nostro pubblico. Con Dancity riteniamo di fare politica, a tutti gli effetti”. A proposito, come vanno i rapporti col Comune di Foligno? Qualche anno fa rischiaste la clamorosa rottura. “Adesso, con le elezioni alle porte, tutti i candidati elencano Dancity tra le manifestazioni culturali da sostenere e promuovere. Benissimo, staremo a vedere. Di sicuro c'è che anche quest'anno per accedere a dei finanziamenti dovremo partecipare a un bando appena uscito, con tutte le incertezze del caso. Pensiamo che ormai ci meriteremmo di più. Non è facile poter contare sempre solo sugli avanzi di bilancio. Credo che sarebbe opportuno sederci a un tavolo con ampio anticipo, e programmare insieme. Noi portiamo i nostri risultati, i dati sull'indotto e sul ritorno di immagine – penso anche solo a quante volte rimbalza il nome di Foligno sul web grazie a noi – per la città. E ci piacerebbe che questi risultati venissero riconosciuti e premiati”. Per Flying Lotus il Comune di Spoleto vi dà qualcosa? “Supporto logistico in piazza, e naturalmente il patrocinio. Niente soldi”. Ma è plausibile che Dancity, in futuro, possa fare a meno di Foligno? “Noi non ci pensiamo. A Foligno stiamo bene, ormai è tutto rodato. Dancity è ottimizzato per questa città”.