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Il festival di Cartagena:un ponte di musicatra Perugia e la Colombia

Presentato all'Oratorio Santa Cecilial'ottava edizione del Festival internazionale della musica

Claudio Bianconi
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Una stima profonda, un rispetto sentito, una reciproca ricerca l'una dell'altra alla scoperta di quanto di meglio il genio da una parte all'altra dell'Oceano ha saputo creare. Genio italiano, genio colombiano. Sono questi i “sentimenti” che emergono da quel ponte creato tra Italia e Colombia con il Festival internazionale della musica. Sentimenti che emergono sinceri, non solo parole di circostanza, per quanto Antonio (Tonino) Miscenà da Perugia a Cartagena ha saputo esportare. Soprattutto ma non solo per quel che riguarda la musica. Da quando due anni fa una serie di circostanze favorevoli e soprattutto una grande esperienza per ciò che concerne lo specifico argomento della musica, soprattutto di quella colta e accademica, il Belcanto, il jazz, Antonio Miscenà è stato nominato direttore generale del festival della musica di Cartagena, l'Italia e con essa ciò che di più profondo caratterizza le nostre radici culturali, hanno stregato il pubblico colombiano in una osmosi esperienziale, in uno scambio proficuo tra i due Paesi che ne stanno creando le condizioni perché un ponte autentico sia definitivamente stabilito. Le premesse c'erano tutte – come ha ricordato Nestor Pongutà (promotore territoriale): inno nazionale, cartografia del Paese, nome del Paese affondano le radici nel genio italiano a cominciare da quel Cristoforo Colombo che diede i natali della Colombia. Così il sindaco Vladimiro Boccali non ha perso occasione per ricordare che anche questo stretto legame stabilito tra la città del Vannucci e Cartagena rafforza la candidatura di Perugia a Capitale europea della cultura 2019, forte della recente preselezione e ormai inserita nella short list delle papabili ridotte a sei. Del resto Perugia è città in cui convivono individui di sessanta nazionalità diverse che per molti aspetti rappresenta un modello di integrazione. L'attenzione quasi maniacale per la qualità, un'attenzione particolare per l'Opera e per il jazz italiano che ovunque nel mondo fa registrare alti indici di gradimento, sono per Francesco Ziosi del ministero degli Affari esteri in rappresentanza di Andrea Meloni, i tratti peculiari del know how italiano esportato in Colombia, senza dimenticare, come ha sottolineato Sylvia Amaya, ministro consigliere dell'Ambasciata di Colombia in Italia che il festival di Cartagena rientra nella disposizione di una piattaforma per la promozione delle eccellenze artistiche e per la promozione della comprensione reciproca. Da parte sua l'assessore regionale alla cultura Fabrizio Bracco ha posto l'accento sulla stretta relazione tra Umbria e musica citando le eccellenze di Umbria Jazz e della Sagra musicale umbra, tra i più antichi festival di musica “spirituale” in Italia (1937). Julia Salvi, presidente della Fondazione Salvi che dà vita al festival di Cartagena hA specificato quanto la manifestazione sia cresciuta attraverso “la sensibilità e la cultura di voi italiani”, riservando parole di elogio ad Antonio Miscenà. Il quale Miscenà ha sottolineato quanto rispetto sia riservato alla cultura europea in Colombia: capita – ha detto – di assistere a concerti con più di mille persone in ascolto in religioso silenzio. Il festival – ha spiegato ancora Miscenà- segue un filone tematico, quest'anno dedicato alla fiaba con due angolature diverse: l'una classica europea, l'altra sudamericana che prende spunto dalla musica popolare rivisitata in chiave accademica. Il programma si articola in nove giorni (dal 4 al 12 gennaio) in cui ciascun giorno sarà dedicato a un Paese europeo diverso sino a culminare nella “Cenerentola” di Rossini finale, in forma semi-scenica, realizzata con i Giovani dell'Orchestra giovanile colombiana e con il Coro dell'Opera di Bogotà. Tra i protagonisti Roberto De Candia, Daniela Pini, e Luciano Di Pasquale. Sul podio Rinaldo Alessandrini. Anche quest'anno i musicisti invitati provengono da tutto il mondo: le sorelle Labèque, il Quartetto d'archi Borodin, Cristina Zavalloni, l'Orchestra da camera Orpheus, il pianista Sergei Barbayan, Geza. Presenti in sala, all'auditorium Santa Cecilia, il futuro ambasciatore di Colombia in Italia Juan Sebastian Betancur e signora, la mezzosoprano vera star del belcanto in Colombia, Martha Senn.