Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

L'arte contro la violenzain "Un petalo rosaper non dimenticare"

La mostra che sarà inaugurata sabato 19 ottobre al complesso monumentale di San Matteo degli Armeni avrà una continuazione a Cosenza il prossimo 23 novembre

Claudio Bianconi
  • a
  • a
  • a

Il tema è drammaticamente attuale, non ultimo il caso di Alexandra, uccisa a colpi di pistola a San Giustino solo perché rifiutava la relazione con il suo ex compagno. La violenza che si è scatenata su di lei, le è stata fatale, ma altre forme di violenza, a cominciare da quelle sessuali, e molto spesso negli stessi ambiti famialiari, si perpetrano tutti i giorni, tutti i minuti. Dunque, oltre alle cronache dei giornali, anche l'arte scende in campo per trovare nuove possibilità di comunicazione sul tema della violenza di genere. L'appello partito dalla Calabria e da Adele Lo Feudo, a sua volta artista, è stata raccolto da sessanta artiste che hanno ritratto, segmentato, decomposto e ricomposto la violenza in base ad astrazioni e raffigurazioni. La mostra che sarà inaugurata sabato 19 ottobre, alle 17, al complesso monumentale di San Matteo degli Armeni avrà una continuazione a Cosenza il prossimo 23 novembre. "Difficile al giorno d'oggi - scrive la coordinatrice del progetto Adele Lo Feudo - restare indifferenti di fronte ai continui casi di violenza alle donne che si leggono sui giornali. Cosi ho deciso di dire la mia attraverso un progetto dal titolo "Un petalo rosa per non dimenticare", che coinvolge oltre 60 artiste, italiane e non, in una duplice mostra. La prima a Perugia, il 19 ottobre, alla quale prenderanno parte il prefetto, lo storico D'Atanasio, la psicologa De Leonibu , il Comitato 8 marzo , il Centro Pari opportunità regione Umbria. La seconda a Cosenza, il 23 novembre, presso la sede della fondazione Roberta Lanzino operante in questo settore da 25 anni dopo la morte di Roberta e che offre un concreto aiuto a donne e bambini vittime di violenza. E proprio alla Fondazione verranno donate le opere, sia per porre un'importante tessera a tutela della donna sia con la speranza che questo coro di voci femminili possa stimolare un intervento giuridico adeguato. Ogni persona ha il dovere di contribuire come può e da artista ho ritenuto fosse importante usare l'arte come veicolo per trasmettere un messaggio di cultura e pace, dimostrando che le donne sanno essere unite quando occorre. Per non dimenticare e andare avanti verso un futuro migliore".