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Carabinieri nei laboratori cinesi, scoperti lavoratori in nero e clandestini

Alessandro Antonini
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Lavoro nero e clandestini nei laboratori tessili cinesi del Perugino. E' il report fornito dai carabinieri dell'Ispettorato del lavoro tra il 2017 e il 2018. "Nel corso del 2017 e fino al mese di novembre 2018 - è scritto nella nota dell'Ispettorato - il Nucleo dei carabinieri dell'Ispettorato del lavoro di Perugia, in collaborazione con il  Nucleo operativo del gruppo carabinieri tutela del lavoro di Roma, ha ispezionato 12 aziende intestate a cittadini cinesi nel settore tessile ed abbigliamento”. Nel corso degli accertamenti, sono state verificate le posizioni di "49 lavoratori, di cui 17 sono risultati in nero, 3 clandestini e, per 8 di loro, sono state comunque riscontrate irregolarità di natura lavoristica, rilevando anche i reati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro e di impiego di lavoratori privi di permesso di soggiorno. Le sanzioni amministrative irrogate sono state pari ad € 19.950. In generale, i fenomeni che più frequentemente si riscontrano in occasione di questa tipologia di ispezioni, è la presenza di contratti di lavoro part-time con un orario settimanale estremamente ridotto e la presenza di committenza per la maggior parte italiana. È tuttavia difficile riuscire ad approfondire in modo adeguato e completo le dinamiche dei rapporti di lavoro, in quanto quasi tutti i lavoratori di cittadinanza cinese sia per una naturale reticenza che per una oggettiva difficoltà rispetto alla comprensione della lingua italiana, non consentono di avere un quadro chiaro ed esaustivo della situazioni, così come non risultano presentate richieste di intervento a questo Ispettorato del Lavoro provenienti da dipendenti di nazionalità cinese. Si rileva però una consistente diminuzione dei casi di lavoratori che vengono fatti vivere e dormire all'interno degli spazi utilizzati come laboratori". Considerata la "percentuale considerevole di evasione ed omissione contributiva nello specifico settore, la vigilanza è inoltre tesa all'applicazione della responsabilità solidale a carico dei committenti in caso di accertate inadempienze a danno dei lavoratori e dello Stato, ex art. 29 D.Lgs. 276/2003, come confermato da ultimo anche dalla Corte Costituzionale con la sentenza 6 dicembre 2017, n. 254, a seguito di analoga sentenza, relativa appunto alla solidarietà negli appalti anche per il settore tessile, del Tar di Prato di marzo 2016".