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Spazzatura connection, dieci sindaci chiedono i danni per la truffa sui rifiuti

La discarica di Borgogiglione

Alessandro Antonini
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Oltre al Comune di Perugia - socio di minoranza al 45% di Gesenu - anche il Comune di Corciano e i nove del Trasimeno si costituiranno parte civile nel processo Spazzatura connection che prende il via il 4 dicembre, con 22 indagati (15 tra dirigenti e operatori e 7 società). I sindaci hanno deciso. E sono pronti a chiedere milioni di euro di danni. La delibera è stata firmata dal primo cittadino corcianese e presidente Auri Cristian Betti, delegato dai colleghi di (Castiglione del Lago, Città della Pieve, Magione, Paciano, Panicale, Passignano, Piegaro e Tuoro) soci a loro volta di Tsa, partecipata di Gesenu: tutti serviti nel contratto dal consorzio Gest. I capi di accusa sono pesanti: truffa, inquinamento ambientale, falso in registri e in atto pubblico, frode in pubbliche forniture e reati di traffico e gestione illecita dei rifiuti. Si tratta dell'inchiesta della procura di Perugia che ha portato alla chiusura della discarica di Borgogiglione e prima ancora dell'impianto di Pietramelina: ad oggi l'Ati 2 non ha ancora risolto la crisi dello smaltimento, si attende di far scattare l'accordo siglato l'altro ieri in Regione con il trasporto del sovvallo non smaltito nelle discariche di Orvieto e a Belladanza.