Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Pensi con Verini, sarà scontro con Bocci: ma l'asse perde pezzi

Alessandro Antonini
  • a
  • a
  • a

L'accordo tra Pensi e Verini per la segreteria regionale del Pd è siglato, le 350 firme raccolte dal sindaco di Gualdo Cattaneo andranno al deputato veltroniano, sostenuto da 120 grandi elettori, amministratori e maggiorenti: la formula escogitata è ancora una volta quella del ticket. Verini più il duo (si erano già presentati in ticket) Pensi-Meloni. L'avversario (politico) da battere all'insegna del rinnovamento è un altro asse: quello tra Bocci (candidato) e Catiuscia Marini. Pensi e Verini così escono allo scoperto: il patto era in piedi già da giorni e la strategia era quella di mandare l'ex sottosegretario al ballottaggio, ma i rumors hanno indotto i due a uscire allo scoperto. Anche per non frammentare ulteriormente il partito con un doppio turno lacerante. Mercoledì a mezzogiorno la conferenza stampa di Pensi e Verini, alle 20 dello stesso giorno andranno ufficializzate le candidature col deposito di almeno 150 firme. Dal 10 al 15 novembre iniziano le convenzioni dei circoli, col voto sui due  - salvo soprese dell'ultima ora - candidati. Il 1 dicembre la convenzione regionale e la conferenza programmatica, il 7 dello stesso mese scadono i termini per la presentazione delle liste. Il 16 le primarie aperte. A fare da sensale tra Verini e Pensi il sindaco di Narni De Rebotti, che si è tirato indietro rispetto a una proposta di candidatura unitaria. Verini ha ribadito il fatto che chi guida il partito non si dovrà candidate alle prossime regionali: uno stop implicito alle voci di candidatura proprio di Bocci al massimo scranno di Palazzo Donini. Ma la fusione non è stata indenne da emorragie: il segretario provinciale di Perugia e consigliere comunale del capoluogo Leonardo Miccioni, che fino a ieri sosteneva Pensi, è dato ora in entrata nella compagine Bocci-Marini. Così come Patrizia Cavalaglio, già consigliere comunale di Perugia, idem. Un pezzo dei sostenitori della mozione giovani si santirebbe cioè tradito dall'accordo con Verini, che resta uno dei nomi scelto da buona parte dei parlamentari uscenti.