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I consiglieri morosi hanno pagato, indagine su chi ha fatto la soffiata

Alessandro Antonini
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Spariti i consiglieri comunali morosi. Dopo l'allarme di inizio agosto tutti sono corsi a saldare i propri debiti col Comune di Perugia per evitare la decadenza dalla carica. Già, ma chi li ha avvertiti? Su questo è in corso un'indagine interna per fuga di notizie. Il colpo di spugna è certificato. Con nota del presidente del consiglio Leonardo Varasano inviata a tutti i capigruppo: "A seguito delle verifiche effettuate dagli uffici del Comune di Perugia - è scritto nel documento -  e dai relativi riscontri forniti a questa presidenza del consiglio comunale in merito alla sussistenza della causa ostativa all'espletamento del mandato elettivo di cui all'articolo 63 comma 1 numero 6 del Testo unico degli enti locali, si comunica che non sussistono i presupposti per l'attivazione della procedura di cui all'articolo 69 del Tuel". Si tratta dei consiglieri che avevano un'iscrizione a ruolo per tributi o sanzioni non pagati, fatto che per la norma appena citata comporta la decadenza dalla carica. Da quando è stata fatta la prima interrogazione a risposta scritta da parte del consigliere piddino Tommaso Bori, ossia il 30 luglio scorso, almeno tre soggetti a rischio - come lo stesso Varasano aveva dichiarato la scorsa settimana - sono corsi ai ripari. Con l'avvio dei controlli hanno saldato i debiti, in un caso a quattro zeri. Che risalivano ad anni addietro. Sono stati avvertiti dagli uffici? Su questo sono in corso accertamenti. Per i 5 stelle erano addirittura sei i consiglieri con debiti a carico del Comune prima dell'estate, in base ad una verifica espletata nei mesi scorsi dallo stesso gruppo. La presidenza del consiglio sta inoltre verificando se, al momento delle dichiarazioni in merito alle cause di incompatibilità rese da tutti i consiglieri nel 2014, non vi sia stato il reato di falso in atto pubblico sottoforma di dichiarazione mendace.