Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Ucciso da un pugno, il ricordo di un amico

Jacopo Barbarito
  • a
  • a
  • a

“Emanuele era la persona più buona del mondo, lo conoscevo bene, abbiamo passato insieme tutta l'adolescenza e ci siamo visti anche da poco. Non posso credere che sia finita così”. Claudio Millefiorini, amico di Emanuele Tiberi, nonchè coetaneo e per anni compagno di classe, ricorda così il ragazzo colpito all'alba di domenica fuori dal ristorante-pub La Vineria. "Subito dopo gli studi era andato in Inghilterra dove aveva iniziato a lavorare come tecnico del suono, poi come producers, con una band inglese. Amava il suo campo e aveva successo, tant'è che da poco seguiva anche una band australiana, che lo portava spesso in giro per l'Europa, tra concerti ed esibizioni varie”. Ma Emanuele non amava solo la musica. Era anche molto legato alla sua terra, tanto che dopo il terremoto del 2016 tornava sempre più spesso a dare una mano all'azienda agricola di famiglia. "Malgrado i suoi impegni in giro - continua Claudio - tornava a Norcia per settimane e aveva avviato un progetto legato alla coltivazione e agli vari usi della canapa, che seguiva personalmente". Il ricordo continua. "Emanuele era una persona capace, volitiva, tranquilla, non avrebbe fatto mai male a nessuno e non era un tipo litigioso: personalmente non riesco a credere che sia stato coinvolto in un fatto del genere, o possa aver provocato reazioni inconsulte da parte di nessuno. In città tutti conoscevano lui e la sua famiglia”. A cura di Jacopo Barbarito