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Zanzara tigre, allerta massima in Umbria

Federico Sciurpa
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Dopo un clima altalenante, l'estate sembra essere finalmente arrivata, e insieme all'aumento delle temperature, anche il fenomeno zanzara tigre comincia davvero a farsi sentire nelle città italiane. Quali saranno nei prossimi giorni le aree più attaccate dal temuto insetto volante in Umbria, adesso che ci avviciniamo ad agosto? Secondo i dati del bollettino meteo di Vape Foundation divulgati da Anticimex, azienda internazionale specializzata nel Pest Management e nei servizi di igiene ambientale, nella settimana dal 26 luglio all'1 agosto in Umbria sono Perugia e Terni le province con l'indice potenziale di infestazione di zanzara tigre più alto, in una scala di intensità da 0 a 4. In tutte le province la tendenza futura è in crescita, mentre l'indice di calore compreso tra i 41 e i 54 gradi a Perugia e tra i 32 e i 40 gradi a Terni. Nelle altre regioni, nel Lazio l'allarme più alto si concentrerà su Latina, Roma e Viterbo (indice 4); in Friuli Venezia - Giulia su Gorizia, Pordenone e Udine, seguite da Trieste (livello 3); in Abruzzo su tutte le province tranne Teramo (indice 2); in Liguria su Imperia e Savona, preferite a Genova e La Spezia (livello 3). Termometro massimo in Puglia, interamente presa d'assalto, in Sicilia, dove a salvarsi è la sola Palermo (indice 0), mentre in Basilicata saranno sia Matera sia Potenza a registrare l'indice 4. Ma come influisce il clima sulla presenza delle zanzare? “Vi sono due aspetti climatici fondamentali che influenzano la proliferazione delle zanzare: le temperature e le piogge. – sottolinea Valeria Paradiso, Responsabile Tecnico di Anticimex Italia – Più le temperature si mantengono basse e più il ciclo di vita delle zanzare è lungo. Quando le temperature medie sono intorno ai 25°C, la zanzara può completare un ciclo di sviluppo in meno di 10 giorni. Ecco perché solitamente i picchi di massima densità si hanno solitamente nei periodi estivi. Le piogge abbondanti e frequenti innalzando il livello dell'acqua, determinano schiuse massive e creano molti focolai nuovi.”