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Due minorenni giocano nella sala scommesse: stangato il titolare

alessandra Borghi
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Continua l'impegno delle fiamme gialle perugine per la prevenzione e repressione del gioco illegale, la sicurezza del gioco e la tutela dei minori.  Da ultimo, nei giorni scorsi, i finanzieri del comando provinciale di Perugia hanno sorpreso due minorenni in un centro scommesse di Castiglione del Lago. I ragazzi avevano ancora in mano le schedine di alcune puntate appena giocate, per un controvalore di oltre 120 euro, e stavano seguendo sui monitor le gare sportive, con viva partecipazione, per verificare se avessero vinto. Ma i due ragazzi non potevano neppure mettere piede in questi locali, né puntare delle somme di denaro, in quanto, per legge, è proibita ai minori di 18 anni la partecipazione ai giochi pubblici con vincita di denaro. Il decreto Balduzzi, in particolare, ha ulteriormente inasprito le sanzioni per i titolari dei punti scommessa che consentono la partecipazione ai giochi pubblici di minorenni. Secondo la norma, infatti, l'esercente è tenuto a richiedere agli avventori l'esibizione di un documento di riconoscimento, qualora non sia sicuro della loro maggiore età. I finanzieri, in collaborazione con personale dell'amministrazione dei Monopoli di Stato, hanno contestato all'esercente della sala scommesse la sanzione amministrativa pecuniaria che oscilla da 5.000 a 20.000 euro. Inoltre, il proprietario, che in quest'occasione rischia la chiusura del locale da 10 fino a 30 giorni, dovrà prestare molta attenzione in futuro perché in caso di recidiva è prevista anche la revoca della licenza. Nel 2016, i players italiani hanno giocato 96 miliardi di euro, ossia 260 milioni al giorno e 3.012 euro ogni secondo, in aumento dell'8% rispetto agli 88 miliardi registrati nel 2015. L'entità delle somme movimentate in tutto il mondo dei giochi e delle scommesse rappresenta una forte attrattiva anche per la criminalità. Risulta, pertanto, essenziale l'azione di controllo della Guardia di Finanza a tutela del monopolio statale sui giochi, non solo per reprimere le violazioni in materia ma proteggere le fasce più deboli che maggiormente potrebbero risentire della dipendenza dal gioco.