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Sedi giudiziarie e sicurezza, le criticità

Federico Sciurpa
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Il tema delle sedi giudiziarie e della loro sicurezza, insieme a quello della carenza di organico, sono stati tra i più condivisi in sede di inaugurazione dell'anno giudiziario nell'aula Goretti della corte di appello di Perugia. In rappresentanza dell'avvocatura, il presidente dell'Ordine degli avvocati di Terni, Francesco Standoli, ha sottolineato che “l'anno giudiziario appena trascorso ha ulteriormente evidenziato le annose criticità di carenza del personale amministrativo”. In riferimento ai “disservizi” conseguenti, ha ricordato che “solo in parte sono stati attenuati dai recenti rinforzi e nuovi ingressi registrati dopo il concorso nazionale”. Per il tribunale e la procura di Spoleto, Standoli parla di “gravissima situazione di sottodimensionamento degli organici, tanto dei magistrati che degli amministrativi”. Buone notizie per il circondario di Terni: “Ora, grazie alla pervicacia della nuova presidente Ianniello e dal procuratore Liguori – ha detto Standoli - saranno finalmente installati i metal detector agli ingressi”. Fra le problematiche più sentite, menzionata anche quella relativa al patrocinio a spese dello Stato per gli “intollerabili tempi di erogazione dei compensi maturati”.  A nome della giunta distrettuale dell'Associazione nazionale magistrati, il sostituto procuratore Mario Formisano ha dal canto suo ricordato gli sforzi profusi: “Abbiamo cercato di superare le croniche difficoltà che condizionano il nostro operato”. Ma, per riuscire a fornire un servizio più soddisfacente, “sarebbe auspicabile – dice il magistrato – ottenere alcuni aiuti delle istituzioni. Sarebbe utile che il Csm nomini al più presto i presidenti di sezione del tribunale civile e di quello penale di Perugia. Inoltre è auspicabile che venga nominato al più presto il presidente del tribunale di Spoleto”. Se “appare inevitabile rivedere la pianta organica dei giudici del distretto”, perché “non più in linea con il carico di lavoro e la complessità dei procedimenti relativi ai magistrati del distretto di Roma”, si reputa “non più rinviabile” anche “una scelta in ordine all'edilizia giudiziaria”. Il riferimento è alle sedi perugine, la cui dispersione “non ha garantito un lavoro efficiente e determina costi ingiustificati per l'apparato statale”. Rievocando il grave episodio del 25 settembre 2017 che ha coinvolto i giudici Rana e Altrui e un ausiliario, Formisano ha ricordato un'indagine in base a cui “un magistrato italiano su due ha paura di recarsi la lavoro e mancano presidi in gran parte dei tribunali d'Italia”. AleBor