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Omicidio Pistrino, Mariel uccisa a botte: indagini sulle amicizie della donna

Carlo Stocchi
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E' stata sepolta nel piccolo cimitero di Citerna, Mariel Soethe, la donna trovata senza vita nella sua casa di Pistrino lo scorso primo dicembre. 
Il funerale è stato effettuato durante i giorni fra Natale e Capodanno. Una cerimonia interamente pagata dal Comune, come aveva detto anche il sindaco Enea Paladino, visto la particolare situazione in cui si è venuta a trovare la donna, che viveva in Altotevere da oltre 15 anni, praticamente da sola se non con il compagno – imprenditore nel mondo della moda – deceduto qualche anno fa. 
Adesso riposa nel piccolo cimitero di Citerna, in una bara sistemata sottoterra. 
Nel frattempo, dopo oltre un mese dal ritrovamento del cadavere, aumentano i particolari intorno al decesso della donna. Proseguono, infatti, a tutto tondo le indagini da parte dei carabinieri di Città di Castello e di quelli di Perugia per cercare di capire chi abbia ucciso la 70enne che viveva in via Sfrilli.

 

I medici legali hanno definito come la morte sia sopraggiunta a causa di politraumi al volto e al torace: in pratica la donna è stata uccisa dai colpi che qualcuno le ha sferrato.
Gli stessi specialisti che hanno datato il decesso della donna il primo dicembre alle 15,30: ovvero al termine della primissima analisi effettuata sul posto al corpo ormai senza vita della settantenne. Ovviamente la Procura della Repubblica di Perugia ha aperto un fascicolo per omicidio. Atto dovuto per cercare di espletare al meglio le indagini, mentre nelle prossime ore verrà effettuata anche l'autopsia. Le indagini e i sospetti degli inquirenti si stanno concentrando sulle amicizie donna, anche quelle create negli ultimi periodi prima dell'aggressione. 
Una vita dall'aspetto normale ma che potrebbe nascondere alcuni punti oscuri. Una donna dal presente dai contorni sfumati e un passato un po' torbido. Pare, infatti, che avesse a disposizione, nella propria abitazione, più di un cellulare e più di un portatile con cui probabilmente intratteneva anche rapporti con altre persone. Una donna con una doppia vita o quasi: riservata ma ben disponibile a nuove amicizie. 

 

 

Nonostante avesse degli evidenti problemi, legati a un gravissimo incidente. 
Nel giugno del 2014 la donna si trovava in bicicletta nella zona del Santuario Santa Maria di Petriolo, a Fighille quando cadde dalla bici. A causa del quale rimase diversi mesi in ospedale, lottando fra la vita e la morte. Al momento gli investigatori cercano di capire quando la donna abbia fatto entrare il suo aguzzino in casa e il motivo. E soprattutto gli inquirenti tentato di dare un volto all'autore dell'omicidio. Si perchè, dopo averla uccisa di botte, l'omicida è fuggito, chiudendo tutte le finestre e le porte: dettaglio che ha fatto subito insospettire i vicini che hanno segnalato ai carabinieri questa anomalia.