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Multe ai no vax, il ministro Schillaci: "Più costoso incassarle che eliminarle"

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"Le multe ai no vax? E' più caro riscuoterle che eliminarle". A parlare è il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenuto a Radio Anch'io. Sulla domanda se il governo toglierà le multe a chi non si è vaccinato, il ministro spiega che "in questo momento andare a chiedere le multe potrebbe costare più di quello che potrebbe derivare" da non riscuoterle. E ha aggiunto che "in Europa solo due stati avevano introdotto le multe, l'Austria e la Grecia, poi in realtà nessuno è andato all'incasso". E poi taglia corto: "E' un discorso che riguarda essenzialmente il Mef, mi sembra ci sia una iniziativa parlamentare, un emendamento, a tal proprosito". 

 

Nell'intervista il ministro ha dichiarato che "è inaccettabile che ci siano disparità di cura legate a dove uno risiede e alla possibilità economica che un cittadino ha. Su questo io metterò il mio impegno ma i mali della sanità di oggi esistono da anni. Dal 2013 al 2019 la sanità è stata sempre definanziata, il Covid non ha fatto altro che aumentare le diseguaglianze e ha mostrato di più la fragilità di un servizio sanitario nazionale, che una volta era un fiore all'occhiello". 

Sulla possibilità dell'eliminazione del numero chiuso all'università, per cercare di combattere la carenza di medici, Schillaci ha spiegato che "non dipende dal Ministero della Salute. È importante allargarlo ma non risolviamo oggi il problema" della carenza di personale "perché per formare un medico ci vogliono sei anni almeno. C'è un problema di disaffezione verso il Servizio Sanitario Nazionale, dobbiamo cercare una gratificazione economica e affrontare un problema globale, di organizzazione". E ancora:  "C'è un problema di carenza dei medici che deriva dal fatto che il numero di accessi negli ultimi dieci anni è stato insufficente per quelle che sarebbero state le necessità oggi. Fino all'era pre Covid venivano ammessi tra gli 8 e i 10 mila candidati, io nella mia vita precedente ho fatto il Preside della Facoltà di Medicina e mi ricordo che chiedevamo nella Conferenza dei Presidi che il numero di studenti che potessero frequentare fosse portato a 12 mila. C'è stato un gap di almeno 12 mila ingressi e questi sono i risultati".