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Covid, Burioni: "Ecco chi muore a causa del virus. Le cure appropriate vengono somministrate?"

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"Non possiamo fare finta che il Covid sia alle nostre spalle quando invece uccide oltre duemila persone al mese". Parole di Roberto Burioni, docente di Microbiologia e Virologia all’Università Vita Salute San Raffaele di Milano. Nella consueta "lezione" durante Che tempo che fa, il programma condotto da Fabio Fazio su Rai 3, domenica 27 novembre ha spiegato chi muore a causa della pandemia: "La domanda ce la siamo fatta tutti. Chi muore di Covid? La risposta fino a ora non è stata facile perché mancavano dati precisi. Ma negli scorsi giorni è uscito negli Stati Uniti un report dettagliato che ha chiarito ciò che accade in quel Paese che può essere molto utile per comprendere la situazione, mentre aspettiamo dati italiani. Sono dati, numeri, non opinioni. Elementi oggettivi. Prima domanda che ci facciamo: si muore per il Covid o con il Covid? Il rapporto fa chiarezza. Negli Stati Uniti le morti vengono classificate in tre categorie. La prima è quella delle morti per Covid per causa incidentale, cioè che la positività è una coincidenza. Come chi magari ha un grave incidente stradale, poi risulta positivo perché ha contratto il virus in ambulanza. Queste morti non sono effettivamente dovute al Covid, quindi le togliamo di mezzo".

Burioni: "Ecco chi muore a causa del virus. Le cure vengono appropriate vengono somministrate?"

Burioni continua: "Poi ci sono le morti in cui il Covid è una causa contribuente. Facciamo un esempio. Un paziente che ha una grave insufficienza cardiaca contrae il Covid, il suo cuore malato fatica e la persona viene a mancare. In questo caso l'insufficienza cardiaca viene registrata come causa principale di morte e il Covid come causa contribuente. Togliamo di mezzo anche queste morti". Poi il docente entra nel merito dello studio: "Rimangono tutti gli altri casi in cui il Covid è la principale causa di decesso. Sono coloro che senza il Covid sarebbero vivi. Di tutte le morti conteggiate negli Stati Uniti, sono l'80% di tutti quelli sotto a 65 anni e il 77% di quelli sopra. Quello che ci dicono i dati è che nell'80% dei casi non si muore con il Covid, ma per il Covid. Ne consegue che ciò che evita o cura il virus, una parte di queste morti potrebbe scongiurarle".

Burioni non torna sui vaccini "di cui abbiamo già parlato", ma sugli antivirali e sulle cure monoclonali: "Le cure che funzionano vengono utilizzate adeguatamente? Negli Stati Uniti gli antivirali vengono prescritti anche da farmacisti e infermieri, eppure nel 49% dei pazienti Covid tra i 65 e gli 80 anni, non sono stati somministrati. Incredibilmente questa percentuale sale al 53% negli ultraottantenni. Dato paradossale, visto che i più anziani sono i più a rischio. Non va bene. I numeri che riguardano le persone fragili sono ancora peggiori. Il 46% delle persone trapiantate non ha ricevuto la terapia. E tra quelli che stanno curando il cancro con una chemioterapia, il 44% non è stato trattato. Quasi un paziente su due. Questi sono dati statunitensi e quelli italiani potrebbero essere molto diversi, sia in peggio che in meglio. Però penso che sia importante chiarire una cosa: noi con il Covid dovremo convivere, così come conviviamo con gli incidenti stradali. Quando guidiamo ci allacciammo le cinture, usiamo gli airbag e prudenza per far sì che quei morti siamo il numero minore possibile. Con il Covid dobbiamo fare la stessa cosa: dobbiamo conviverci. Ma con oltre 500 morti ogni settimana, prima di parlare di convivenza, dobbiamo essere sicuri che tutti quei pazienti abbiano ricevuto le cure appropriate e tempestive. Quanti di quei 590 morti della scorsa settimana le hanno ricevute? Io non lo so, ma io quella risposta vorrei ottenerla prima possibile".