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Violenza sulle donne, 104 femminicidi in 11 mesi. La maggior parte in famiglia. Palazzo Chigi si illumina di rosso

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Nei primi 11 mesi dell'anno, in Italia sono state uccise 104 donne.Un leggero calo rispetto al 2021 (-4-6%), ma purtroppo ancora tante. Tantissime. Troppe. E di queste 86 sono state ammazzate da mariti, compagni, ex partner, o familiari. Sono dati drammatici quelli che emergono dal nono Rapporto Eures sul femminicidio in Italia alla vigilia della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, che si celebra il 25 novembre. Attraverso l’analisi del fenomeno omicidiario negli ultimi 4 anni 2019-2022 (considerando dati aggiornati sempre al 20), è possibile ipotizzare come il sostanziale annullamento delle misure restrittive dovute alla pandemia abbia determinato un incremento della criminalità comune nel 2022, che colpisce sia gli uomini (+36,6% passando le vittime maschili da 30 nel 2021 a 41 nel 2022), ma soprattutto proprio le donne (+270%, passando da 3 a 11). Anche in termini relativi l’incidenza delle vittime uccise nell’ambito della criminalità comune passa tra le donne dal 3% nel 2020, al 3,7% nel 2021, all’11,5% nel 2022 (tra gli uomini sale al 30,8% rispetto al 17,5% del 2021). (Foto a cura di Vito Nobile).

 Il Nord, pur segnando nell’ultimo anno una flessione del numero delle vittime (-6,7%) si conferma l’area geografica più a rischio, concentrando nel suo territorio il maggior numero delle donne uccise (53,8%). Seguono il Sud, poi e il Centro. Sebbene la famiglia si confermi l’ambito omicidiario fortemente prevalente in tutte le aree, al Centro Italia oltre una vittima su 4 è stata uccisa nell’ambito della criminalità comune, a fronte di una percentuale molto più marginale al Nord e al Sud. Aumentano i femminicidi a mani nude (+26,3%) e in particolare quelli da percosse, accompagnati da esplosioni di rabbia spesso derivanti dalla impossibilità di esercitare il proprio controllo sulle scelte o sui comportamenti delle vittime. In Italia sono in programma numerose iniziative e manifestazioni, per evidenziare ancora una volta la gravità del fenomeno e come sia importante e necessario combatterlo con tutte le armi possibili. Intanto già da oggi, giovedì 24 novembre, Palazzo Chigi è stato illuminato di rosso e sulla facciata sono stati proiettati tutti i nomi delle 104 vittime del 2022. I componenti dell'esecutivo guidato da Giorgia Meloni hanno posato davanti alla sede del governo proprio per sottolineare quanto continui a essere grave la situazione.

Il presidente del consiglio dei ministri, Giorgia Meloni è intervenuta sull'argomento spiegando che "abbiamo fatto tanto. Ma il lavoro da fare è tantissimo. Poi sappiamo che la questione è molto più ampia". Parole pronunciate durante il convegno sui risultati della Commissione Femminicidio. La premier ha sottolineato anche che "gli strupri di guerra sono un'arma di possesso e vengono usati come arma - osservato la premier - Ci sono in alcuni casi forme di violenza che vengono giustificati con fede e cultura, e con questi cambiamenti dobbiamo fare i conti".