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Covid, il plasma dei convalescenti vaccinati contiene 100 volte più anticorpi dei no vax e dimezza la mortalità negli immunocompromessi

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Sul fronte Covid uno studio internazionale dimostra che il plasma dei convalescenti vaccinati, risorsa abbondante tra i donatori periodici di sangue, è nella totalità dei casi ad altissimo contenuto di anticorpi in grado di neutralizzare tutte le varianti Omicron fin qui note (BA.1, BA.2 e BA.4/5). Il fenomeno, noto come "immunità eterologa", rende molto più difficile al virus evadere dal controllo del plasma di quanto sia avvenuto fin qui con gli anticorpi monoclonali.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature Communications ed è guidato dal dottor Daniele Focosi della sezione dipartimentale Officina trasfusionale di Azienda ospedaliera universitaria di Pisa, con la collaborazione di prestigiose istituzioni come Mayo Clinica e John Hopkins University. Di fatto la ricerca sul plasma convalescente non si è mai arrestata proprio per quei pazienti (mezzo milione solo in Italia) che non ottengono risposte protettive dopo la vaccinazione. Recenti studi hanno infatti mostrato come il plasma dei convalescenti vaccinati (che contiene fino a 100 volte più anticorpi rispetto a quello dei convalescenti non vaccinati) sia in grado di dimezzare la mortalità proprio nei pazienti immunocompromessi. Lo studio su Nature rafforza quindi le immediate prospettive terapeutiche già in atto da mesi nell'Area vasta Toscana nord-ovest.

Infatti l'Officina trasfusionale, diretta dalla dottoressa Maria Lanza, da due anni e mezzo produce e distribuisce agli ospedali di Toscana e di altre Regioni unità di plasma convalescente, raccolte nei Servizi trasfusionali esclusivamente da soggetti vaccinati e guariti dall'infezione negli ultimi 6 mesi. Nel solo 2022 sono state distribuite oltre 50 unità per il trattamento di decine di pazienti immunocompromessi, su richiesta dei medici dei reparti di malattie infettive. Per questi soggetti fragili la ricerca di terapie efficaci e tollerabili rimane una priorità per i sistemi sanitari, soprattutto in vista dell'imminente ondata sostenuta da varianti resistenti a tutti gli anticorpi monoclonali fin qui autorizzati.