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Mafia, il generale Teo Luzi: "Arresteremo Matteo Messina Denaro. E' l'ultimo grande boss"

Christian Campigli
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La primula rossa. L'inafferrabile. L'uomo che, ancora oggi, è considerato il capo dei capi, il leader che gestisce gli enormi affari di Cosa Nostra. “Certo che Matteo Messina Denaro verrà arrestato, prima o poi. Non si sa quando. È considerato l'ultimo, grande, boss, irriducibile della mafia siciliana. Se venisse arrestato sarebbe un colpo importante anche dal punto di vista morale, della fiducia dei cittadini nei confronti dello Stato”. Parole precise e puntuali, quelle pronunciate all'agenzia di stampa AdnKronos dal generale Teo Luzi, comandante generale dei carabinieri, a margine della sua visita a Palazzo Steri di Palermo.

Messina Denaro è ancora operativo - aggiunge- dunque, è un elemento importante. Anche se non dobbiamo pensare al Grande vecchio della mafia. È certamente il personaggio di maggior spicco, soprattutto nell'area trapanese. Stiamo lavorando: carabinieri, polizia, guardia di finanza. Sotto la direzione della Dda di Palermo. Senza mai fermarci”. Nei giorni scorsi, la Dia, nella relazione semestrale sulla mafia, ha dato molto spazio all'analisi sull'inafferrabile boss.

Sottolineando che, “nonostante la latitanza resterebbe la figura di riferimento per tutte le questioni di maggiore interesse, per la risoluzione di eventuali controversie e per la nomina dei vertici delle articolazioni mafiose anche non trapanesi. L'uomo in grado di risolvere eventuali controversie in seno alla consorteria e per la nomina dei vertici delle articolazioni mafiose anche non trapanesi. Il possibile connubio politico-mafioso - scrivono ancora gli analisti - potrebbe essere in grado di creare situazioni atte a inquinare l’attività amministrativa e la gestione della cosa pubblica e soprattutto in questo particolare territorio dar vita a una fitta rete di protezione che potrebbe favorire la sua lunga latitanza”.