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Francesco Schettino pronto a uscire dal carcere: perché. Il marito di una vittima del naufragio della Costa Concordia: "Vergognoso"

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Francesco Schettino, ex comandante della Costa Concordia detenuto a Rebibbia, sarebbe pronto a lasciare il carcere per essere collocato all’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi (ex Discoteca di Stato) allo scopo di occuparsi della digitalizzazione di alcuni processi, fra i quali quello sulla strage di Ustica. La richiesta per impiegare Schettino alla digitalizzazione dei processi arriva dalla Direzione del penitenziario a quasi 11 anni dalla tragedia dell’Isola del Giglio che costò la vita a 32 persone e una condanna a 16 anni all’ex comandante della Concordia (che ha maturato il termine per poter richiedere l’accesso alle misure alternative). Una notizia, arrivata nella mattinata di oggi, venerdì 23 settembre, che ha ovviamente scatenato polemiche tra i familiari delle vittime.

 

 

"Mi dà fastidio, è inammissibile che dopo la morte di 32 persone Schettino si faccia 6 anni di carcere su una condanna di 16, inammissibile che gliene vengano abbonati 10. È semplicemente vergognoso. A me può anche non fregarmene nulla, ma che gli venga decurtato circa il 60 per cento della condanna mi sembra eccessivo. Ed è soprattutto offensivo verso tutti noi familiari delle vittime. Certo, diranno che è stata applicata la legge, ma il rispetto per le persone che sono morte dov’è? Nella lapide che c’è al Giglio? Benissimo! Ma come si fa a dire che è stata fatta giustizia o che in Italia esiste la giustizia? Dov’è la giustizia in Italia? Io non la vedo". A dire tutto ciò, amareggiato, è Elio Vincenzi, marito di Maria Grazia Tricarico, morta nella tragedia della Costa Concordia. "Io ho elaborato il lutto - spiega all'AdnKronos - anche se sento la mancanza di mia moglie, subita soprattutto, e molto pesantemente, da mia figlia, che ora non è più minorenne. Ma la notizia, però, non mi sconvolge più di tanto. Non a caso anni fa, subito dopo la condanna di Schettino, dissi di essere consapevole di vivere in Italia e di sapere come le cose funzionano nel nostro Paese, e dunque - conclude - ero assolutamente certo che Schettino, condannato a 16 anni, pena per alcuni adeguata e per altri no, non sarebbe mai rimasto in carcere per tutto quel tempo".

 

 

La notizia è stata commentata anche dal sindaco dell'Isola del Giglio, Sergio Ortelli, intervenuto sempre ai microfoni dell'agenzia di stampa. "Se è previsto che Schettino possa svolgere un lavoro esterno, scontando così il resto della pena, perché dovrei oppormi? D’altra parte ho sempre detto che il caso di Schettino è un caso umano, e a questo punto, passati quasi 11 anni, credo possa essere anche ragionevole, trattandosi di un aspetto umano, di un caso di umanità. Poi, ovviamente, mi aspetterei anche da parte di Schettino una sorta di riconoscimento di quello che è accaduto. Forse questo potrebbe aiutare anche ad accettare non un fine pena, ma la trasformazione della pena in qualcosa di diverso. Non dirò mai che si tratta di qualcosa di scandaloso o di inopportuno, anche perché in giro vedo che c’è gente che uccide e poco dopo è già fuori, e in ogni caso se le nostre leggi lo prevedono, vanno applicate, altrimenti, se non vogliamo che vengano applicate, allora si devono cambiare". "E anche nel caso di Schettino - conclude il primo cittadino - se per i giudici è stato sufficiente quello che lui ha scontato di pena e può comunque scontarla fuori dal carcere, io accetto questa cosa. Naturalmente mi sarebbe piaciuto vedere il comandante Schettino fare ammenda di quanto è successo".