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Caso Richetti, battaglia a colpi di tweet tra Calenda, Murgia e Picierno

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Christian Campigli
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Una storia terribile. Che pone pesanti interrogativi. E che, in un Paese democratico e serio, dovrebbe essere chiarita prima delle elezioni. Le accuse sulle presunte molestie commesse da Matteo Richetti tornano al centro del dibattito politico. “Il quadro che sta emergendo è sempre più chiaro seppur sempre più inquietante. Per mesi si è fatto ogni tentativo per screditare e infangare me e la nostra comunità politica, anche con ricatti, false dichiarazioni, falsa documentazione”. Lo scrive su Twitter l'esponente del Terzo Polo.

 

 

Nonostante questo vi chiedo, fermiamoci qui. Fermiamoci tutti. Perché sarà la magistratura e credo in tempi rapidi a chiarire tutto. Altrimenti il rischio è che le principali vittime di tutta questa vicenda siano le tante, troppe donne che violenza la subiscono veramente. Ciò di cui sono stato vittima io invece non ha nulla a che fare con questo, ma con una delle pagine più buie dell’informazione, del rispetto e della decenza”. Sul tema, come ricorda l'agenzia di stampa AdnKronos, durante la mattinata c'è stato anche un nuovo botta e risposta via social tra Carlo Calenda e Pina Picierno. “Che dite @KelleddaMurgia @pinapic @ValeriaParrell2 @pdnetwork non potevate aspettare di capire un poco meglio questa vicenda prima di sbattere il mostro su Twitter sulla base di un’accusa anonima?”, ha scritto stamattina su Twitter il leader di Azione, rilanciando le notizie sugli ultimi risvolti della vicenda.

 

 

Ricapitoliamo insieme, Carlo - ha replicato subito la vice presidente del Parlamento Europeo del Partito Democratico - nessuno ha sbattuto 'mostri' da nessun parte; ho semplicemente chiesto che lo stesso garantismo invocato per un uomo accusato di molestie, fosse applicato alla donna - una presunta vittima - che tu hai definito, testuale, una 'squilibrata. Entrare a gamba tesa in una storia così delicata, schierarsi totalmente da una parte, come ha fatto Calenda, e puntare a sminuire e colpevolizzare la donna è una totale vergogna”.