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Milano, 24 rapine in cinque mesi per fare la bella vita: arrestati

Christian Campigli
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Nessuna pietà. Ogni mezzo possibile per raggiungere il proprio scopo: rubare quattrini e fare la bella vita. Sono almeno ventiquattro le rapine compiute in cinque mesi. È questa l'accusa contestata a due uomini di 33 e 38 anni, arrestati dalla polizia questa mattina a Milano. Le indagini, come riporta l'agenzia di stampa AdnKronos, coordinate dalla procura del capoluogo meneghino, hanno consentito di ricostruire i dettagli relativi ad almeno ventiquattro rapine, ai danni di diversi supermercati lombardi, nonché di una rapina ai danni di un compro oro, commesse tra novembre 2020 e marzo 2021. La cadenza con cui sono stati consumati i furti e la particolare violenza che ha caratterizzato la condotta degli autori, spiegano gli investigatori, aveva destato particolare allarme sociale, specie tra gli esercenti colpiti. Ed è stata proprio l'analisi di
quegli episodi a portare gli uomini in divisa sulle tracce dei due.

Le indagini, portate avanti dalla sezione antirapine della squadra mobile e, per l'episodio della rapina al compro oro, dal commissariato Porta Genova, ha permesso di ricostruire il modus operandi dei malviventi: giunti a bordo di una autovettura in prossimità degli obiettivi, uno dei due faceva ingresso nell'attività indossando un cappellino, una mascherina chirurgica e uno scalda collo, fingendo di essere un cliente; poi, al momento di pagare la merce in cassa, estraeva dalla cinta una pistola semiautomatica Glock, armandola e puntandola verso gli addetti, poi si impossessava dell'incasso. In ben ventidue dei venticinque episodi contestati, il complice lo attendeva a bordo di un'auto intestata alla compagna, del tutto estranea ai fatti, dandosi poi alla fuga.

A carico dei due, gravemente indiziati di essere gli autori degli eventi delittuosi, i pm del VII dipartimento della procura milanese hanno emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita stamane dagli agenti della polizia, che li hanno rintracciati presso le rispettive abitazioni, in provincia di Milano e li hanno trasferiti in carcere.