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Genova, quarto anniversario del crollo del ponte Morandi: l'Italia ricorda i 43 morti. Mattarella e Draghi in coro: "Non deve succedere più"

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Quattro anni. Tanto è passato da quel 14 agosto 2018, quando a Genova crollò il ponte Morandi portando alla morte 43 persone. Una tragedia che ha sconvolto l'Italia e il mondo interi, ponendo l'accento sul tema sicurezza delle infrastrutture stradali. Oggi, nel giorno in cui ricorre il quarto anniversario, si è tenuta la commemorazione delle vittime. In mattinata si è tenuta prima la messa nella chiesa di San Bartolomeo della Certosa, a Genova, officiata dall'arcivescovo di Genova Marco Tasca. Poi, alle 10,30, la cerimonia, iniziata con la deposizione di una corona di fiori all'interno della Radura della Memoria a cui hanno officiato i parenti delle vittime, le autorità cittadine e liguri, dal presidente della Regione Liguria Giovanni Toti al sindaco di Genova Marco Bucci, al ministro delle infrastrutture Enrico Giovannini. "Il tempo che passa da un evento che tanto dolore ha provocato può forse far passare altre notizie in primo piano ma non può circoscrivere il dramma del 14 agosto di 4 anni fa in una pagina di un libro di storia - ha detto l'arcivescovo di Genova, padre Marco Tasca - Il tempo non potrà mai cancellare il dolore delle famiglie, degli amici di chi è rimasto vittima di un disastro così grande". Il governatore Toti ha spiegato come quello odierno sia "un giorno di memoria, un giorno che nessuno potrà mai dimenticare. Oggi è il giorno del ricordo delle vittime di quella tragedia ma anche il giorno della rabbia perché quelle vittime non avrebbero dovuto essere vittime. Genova non vuole dimenticare, noi vogliamo che questa tragedia sia un monito per tutti affinché queste cose non si ripetano più, affinché ci possa essere una società che protegge i suoi cittadini. Il 14 agosto la città di Genova avrà questa data scolpita nella pietra. Nella civile e moderna Italia e nella civile e moderna Genova - ha sottolineato - un ponte non sarebbe mai dovuto crollare. Sono quattro anni che ci troviamo qua e il tempo non asciuga le lacrime ma ci permette di analizzare quello che è stato fatto davvero e cosa resta da fare". "Una cosa che resta da fare - ribadisce Toti - è avere la verità giudiziaria che ristabilisca il rapporto di fiducia tra le persone che hanno subito il torto e le istituzioni della Repubblica italiana. Una verità che spero arrivi presto e auguro buon lavoro ai magistrati che hanno saputo condurre con grande sobrietà un processo difficile. Bisogna che queste vittime abbiano una tutela; non ci sono vittime diverse dalle altre ma ci sono vittime che una grande democrazia ha il dovere di certificare per legge come diverse. In questo caso la legge che chiedono da sempre i parenti delle vittime deve andare avanti e il timbro del presidente Mattarella spero possa essere un gigantesco sprone al prossimo Parlamento per proseguire su questa strada". Il sindaco Bucci, quindi, ha detto che "Genova non vuole dimenticare, noi vogliamo che questa tragedia sia un monito per tutti affinché queste cose non si ripetano più, affinché ci possa essere una società che protegge i suoi cittadini. Il 14 agosto la città di Genova avrà questa data scolpita nella pietra".

 

 

Per il governo era presente il ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini. "La ricostruzione del ponte non ha cancellato la ferita indelebile subita dai familiari delle vittime e dall'intera città dovuta, secondo quanto emerso dalle indagini della magistratura, anche da fattori umani. Per questo il processo da poco avviato va concluso in tempi rapidi secondo le procedure previste dall'ordinamento, per fare piena luce su quanto accaduto e individuare chiaramente le responsabilità a tutti i livelli. Auspico - ha concluso - che le diverse fasi del processo si possano svolgere senza interruzioni o ritardi. Di certo il tempo non ha attenuato il dolore di chi ha perso i propri affetti, così come non ha scalfito il sentimento di tristezza, solidarietà e vicinanza che fin dal primo momento ha provato l'intera comunità nazionale, sentimento che desidero esprimere ancora una volta a nome del governo e mio personale. La scelta del governo e del nostro ministero in particolare di costituirsi parte civile nei confronti degli amministratori privati e pubblici, compresi quelli che all'epoca operavano all'interno del ministero stesso, rende evidente la volontà delle istituzioni di fare piena luce sui fatti e perseguire i responsabili, nessuno escluso, confermando al tempo stesso la vicinanza dello Stato ai familiari delle vittime".

 

 

Sia il presidente della Repubbica, Sergio Mattarella, che il presidente del Consiglio, Mario Draghi, hanno voluto ricordare le 43 vittime. "Nel quarto anniversario del crollo del Ponte Morandi, si rinnova il dolore della tragedia che ha colpito quarantatré vittime - ha detto il capo dello Stato in una nota - Una ferita che non si può rimarginare, una sofferenza che non conosce oblio, una solidarietà che non viene meno. Un dramma che segna la vita della Repubblica e per il quale la magistratura sta doverosamente accertando le responsabilità. Rinnovo anzitutto ai familiari, costretti a patire il dolore più grande, la più intensa solidarietà della nostra comunità nazionale. Si manifesta l’esigenza di interventi adeguati a sostegno dei familiari delle vittime di tragedie come queste: occorre che la normativa sappia dare risposte a queste esigenze. L’azione svolta dal comitato dei familiari delle vittime è risultata preziosa, vero e proprio memoriale vivente della tragedia, in attesa della realizzazione del memoriale proposto a monito permanente". Il premier, invece, ha rinnovato "la più sentita vicinanza del Governo e mia personale ai parenti delle vittime, ai feriti, a tutti i genovesi. Il dolore per questa terribile ricorrenza si associa a una profonda convinzione: lo Stato deve fare tutto il possibile perché tragedie simili non avvengano mai più. Dobbiamo garantire la sicurezza delle nostre infrastrutture, tutelare la vita di tutti i cittadini. Ne va della credibilità dell’Italia, delle nostre istituzioni. Durante la mia visita a Genova ho visto una città forte e unita, che non dimentica il passato e guarda con coraggio al futuro. La rapida realizzazione del Nuovo Ponte San Giorgio è un esempio straordinario di collaborazione e concretezza, un modello per tutta l’Italia. Voglio ringraziare ancora una volta il sindaco Marco Bucci e tutta la struttura commissariale, le autorità locali, in particolare il Presidente della Regione Giovanni Toti, il senatore Renzo Piano e tutti coloro che sono stati coinvolti in questo progetto".