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Omicidio a Foggia, uomo ucciso sul lungomare a colpi d'arma da fuoco: perché e chi era. L'ira delle istituzioni pugliesi: "A Roma minimizzano"

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Tragedia sul lungomare di Marina di Lesina, in provincia di Foggia, nella mattinata di oggi sabato 13 agosto. Un uomo è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco davanti all'ingresso di uno stabilimento balneare. La vittima è Maurizio Cologno, 51 anni, che lavorava come parcheggiatore abusivo: fatali per lui cinque colpi di pistola. Secondo quanto appreso dall'Adnkronos, sarebbe nota alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio e per stupefacenti.

 

 

Le forze dell'ordine lavorano senza sosta per dare un nome all'omicida. Si ascoltano i testimoni e si analizzano le telecamere di videosorveglianza che potrebbero aver ripreso il momento in cui l’uomo è stato freddato da tre, forse cinque colpi di pistola.

 

 

Le istituzioni pugliesi, intanto, esprimono ira per l'ennesimo omicidio commesso nella regione, in particolare nella provincia di Foggia: "Lo Stato deve dare quelle risposte che chiediamo da tempo per una maggiore sicurezza sul territorio. Serve un intervento deciso e serve adesso: non possiamo aspettare", afferma l’assessore al Welfare della Regione Puglia e consigliere regionale del Movimento Cinque stelle Rosa Barone. "Occorre una maggiore presenza delle forze dell’ordine, che ringraziamo per l’immenso lavoro che svolgono, ma vanno potenziate. Continuiamo a chiedere l’istituzione a Foggia delle sezioni distaccate di Corte d’Appello, Dda e Tribunale per i minorenni e almeno un altro Tribunale nella provincia per garantire una maggiore sicurezza ai cittadini. Quello che sta accadendo - conclude Barone - è di una gravità senza precedenti: servono provvedimenti urgenti". Rabbia anche da parte del governatore Michele Emiliano. "La misura è colma. A Roma non si può pensare che solo perché una cosa è accaduta a Foggia, debba essere accettata o minimizzata. Non ne possiamo più. Foggia e la sua provincia non hanno più pazienza. Un altro efferato omicidio consumato davanti ad una spiaggia gremita di turisti. Sono anni che chiedo ai ministri dell’Interno succedutisi nel tempo di prendere molto sul serio ciò che accade nella provincia di Foggia, come negli ultimi venti anni è avvenuto per le altre province pugliesi. Ma ogni volta - sottolinea Emiliano - siamo nuovamente qui a commentare un efferato e spettacolare omicidio perpetrato con modalità mafiose per intimidire e indurre all’omertà la nostra comunità, per poterla più facilmente assoggettare utilizzando la forza di intimidazione che deriva dal vincolo associativo criminale".