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Salman Rushdie aggredito a New York, il video: è stato accoltellato al collo, come sta l'autore de I versetti satanici

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Ore di apprensione per Salman Rushdie: lo scrittore, autore de I versetti satanici, è stato aggredito nella giornata di oggi, venerdì 12 agosto, mentre si apprestava a partecipare a una conferenza a New York. Un reporter dell’Associated Press è stato testimone dell’attacco, avvenuto al Chautauqua Institution. Un uomo è salito sul palco e ha colpito Rushdie con un coltello mentre lo scrittore veniva presentato al pubblico. Rushdie è stato adagiato o è caduto a terra e l’assalitore bloccato. Lo scrittore è stato immediatamente circondato da un gruppo di persone che gli hanno sollevato le gambe, presumibilmente per fare affluire più sangue nella parte superiore del corpo, mentre il pubblico, composto da centinaia di persone, è stato fatto evacuare. Dopo l'arrivo dei soccorsi, Rushdie è stato trasportato con un elicottero in ospedale. Le sue condizioni non sono ancora note.

 

 

Salman Rushdie "avrebbe riportato una ferita da taglio al collo", fa sapere la polizia dello stato di New York. Lo riporta la Bbc, precisando che secondo le ultime notizie diffuse dalla polizia l’uomo responsabile dell’aggressione è salito sul palco e ha attaccato anche il moderatore dell’evento alla Chautauqua Institution, Henry Reese, che ha riportato una leggera ferita al capo. Reese è il co-fondatore di una ong che offre protezione a scrittori perseguitati. La polizia ha anche confermato che il sospetto aggressore è sotto custodia delle forze dell’ordine. Intanto arrivano le prime reazioni dei testimoni. "È stata una cosa assolutamente orribile cui assistere", dice Carl Levan, secondo il quale dopo essere corso sul palco proveniente dalla parte sinistra della sala, "l’aggressore ha colpito ripetutamente" con un’arma da taglio lo scrittore. Parlando con BBC News Channel l’uomo - che era seduto a 14, 15 file di distanza dal palco - ha riferito che i presenti sono ancora "profondamente scossi" per quanto hanno visto.

 

 

Salman Rushdie, 75 anni, diventò famoso in tutto il mondo con il suo libro I figli della mezzanotte nel 1981. Ma lo scrittore anglo indiano è stato anche uno dei primi intellettuali accusati di blasfemia contro l’Islam, con minacce di morte in seguito alla sua opera I versetti satanici, che lo hanno costretto a vivere nove anni nascosto sotto la protezione dei servizi britannici. A condannare a morte lo scrittore, fu una fatwa del leader supremo iraniano, l’ayatollah Khomeini, pronunciata il 14 febbraio 1986. L’Iran offrì anche 3 milioni di ricompensa per chi avesse assassinato Rushdie. In numerosi paesi musulmani vi furono manifestazioni di protesta, con copie del libro blasfemo bruciate in pubblico e librerie devastate. Rushdie, che allora viveva a Londra, fu messo sotto la protezione dei servizi di sicurezza britannici. Ma intanto il suo traduttore giapponese, Igarashi Hitoshi, fu assassinato nel 1991 e vari altri traduttori furono aggrediti, fra cui l’italiano Ettore Capriolo. Nel 2005, la fatwa fu rinnovata dall’attuale leader spirituale iraniano, Ayatollah Ali Khamenei. Nel 2000, lo scrittore si è trasferito negli Stati Uniti, dove vive tutt’ora e ha acquisto la cittadinanza americana. Nato a Bombay nel 1947, Rushdie ha messo l’India al centro della maggior parte dei suoi libri, combinando, spesso con ironia, realismo magico, finzione storica, oriente e occidente. Lo scrittore è stato sposato quattro volte ed è padre di due figli. L’ultimo matrimonio, con l’attrice americano indiana Padma Lakshmi, è terminato con un divorzio nel 2007. Nelle scorse settimane era stato anche in Umbria, al castello di Civitella Ranieri, per presentare il suo ultimo libro, Victory City.