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Fine vita, Cappato ha accompagnato paziente oncologica a morire in Svizzera: "Domani mi autodenuncio". La donna: "Avrei preferito il mio letto"

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"Elena ha appena confermato la sua volontà: è morta, nel modo che ha scelto, nel Paese che glielo ha permesso. Domattina, in Italia, andrò ad autodenuciarmi". Lo scrive su Twitter Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni che ieri, lunedì 1 agosto, aveva accompagnato in Svizzera la 69enne paziente oncologica malata terminale di cancro. La donna, non necessitando di sostegni vitali, non rientra nella fattispecie prevista dalla sentenza DjFabo/Cappato per cui è previsto il suicidio assistito in Italia. Cappato, precisa l'Associazione Luca Coscioni in una nota, andrà domani ad autodenunciarsi presso la stazione dei Carabinieri in via Fosse Ardeatine 4 a Milano alle 11. Per l'attivista si tratta di una nuova disobbedienza civile, dal momento che la persona accompagnata non era "tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale". In Italia, infatti, proprio grazie alla disobbedienza civile di Cappato per l’aiuto fornito a Fabiano Antoniani (sentenza 242 della Corte costituzionale) il suicidio assistito è possibile e legale in determinate condizioni della persona malata che ne fa richiesta (persona affetta da una patologia irreversibile, fonte di intollerabili sofferenze, pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli e tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale), requisiti riconosciuti invece a Mario/Federico Carboni, il primo caso di suicidio assistito in Italia). Cappato rischia dunque fino a 12 anni di carcere per l’accusa di aiuto al suicidio.

"Sono sempre stata convinta che ogni persona debba decidere sulla propria vita e debba farlo anche sulla propria fine, senza costrizioni, senza imposizioni, liberamente, e credo di averlo fatto, dopo averci pensato parecchio, mettendo anche in atto convinzioni che avevo anche prima della malattia. Avrei sicuramente preferito finire la mia vita nel mio letto, nella mia casa, tenendo la mano di mia figlia e la mano di mio marito. Purtroppo questo non è stato possibile e, quindi, ho dovuto venire qui da sola".

Sono le ultime parole affidate a un video di Elena, la signora veneta di 69 anni paziente oncologica terminale, nota con il nome di fantasia di Adelina, prima del viaggio in Svizzera accompagnata da Marco Cappato. La donna aveva ricevuto la diagnosi di microcitoma polmonare a inizio luglio 2021. Da subito i medici le avevano detto che avrebbe avuto poche possibilità di uscirne, dopo tentativi di cure, le è stato detto che c’erano pochi mesi ancora di sopravvivenza, con una situazione che, via via, sarebbe diventata sempre più pesante.