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Civitanova Marche, la fidanzata dell'aggressore: "Mi ha detto: andiamo via, ho picchiato uno"

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Come Filippo Ferlazzo ha ucciso Alika Ogorchukwu - venerdì 29 luglio nel centro di Civitanova Marche - lo ha ricostruito la squadra Mobile di Macerata e d'altronde i video dei passanti diventati virali sui social inquadrano proprio la scena del crimine. Ma cosa ha scatenato la violenta furia aggressiva del ragazzo campano di 32 anni lo ha ricostruito la fidanzata, sentita dagli uomini della Mobile maceratese. "L’ho visto arrivare verso di me sporco di sangue, con un cellulare in mano che non era il suo. Gli ho detto: Filippo che hai fatto, che hai combinato? Lui mi ha risposto piano all’orecchio, quasi sussurrando: 'andiamo, ho picchiato uno'..." è il racconto riportato dal Corriere della Sera.

 

 

Elena. 45 anni, è la compagna di Filippo (32). Lei è proprio di Civitanova, ex cameriera, i due convivevano da qualche mese. "Non era geloso, piuttosto era protettivo verso di me. Non tollerava l’idea che qualcuno o qualcosa potesse farmi del male. Questo però ingenerava a volte la sua aggressività, la sua iracondia. Ma mai fino a questo punto" racconta agli investigatori. Venerdì pomeriggio Alika ha incontrato Filippo ed Elena a passeggio dalle parti della stazione ferroviaria, duecento metri dal punto in cui poi è successo tutto. "Quel signore con la stampella è venuto verso di noi e ci ha chiesto dei soldi, mi ha preso per un braccio. Ma lì per lì non è successo niente, io mi sono divincolata senza problemi, non ero affatto sconvolta e così siamo andati avanti per la nostra strada, fino a un negozio di abbigliamento. Insomma, sembrava davvero finita lì. Noi stavamo cercando dei pantaloni per lui, allora io sono entrata a vedere, Filippo è rimasto fuori, ma quando poi mi sono affacciata per chiamarlo, perché finalmente avevo trovato il modello, lui non c’era più. Ho iniziato a guardarmi intorno, ma niente, come svanito..." ha raccontato Elena sentita come testimone.

 

 

Il resto lo raccontano le telecamere di sorveglianza dei negozi lungo la strada della tragedia: il ragazzo raggiunge Alika e lo aggredisce, colpendolo prima con la stampella dell’uomo e poi saltandogli sopra e finendolo a mani nude. Senza pietà. "In un attimo Filippo ha distrutto tutto, sogni e progetti. Spero che in carcere un giorno si renda conto che ci siamo rovinati la vita. Io e lui" ha confidato alla fine la ragazza.