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Palermo, blitz antimafia: arrestate 12 persone nel mandamento di Porta Nuova. Evitata la vendetta per l'omicidio di Emanuele Burgio

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Nuovo blitz antimafia a Palermo. Nella mattinata di oggi, sabato 16 luglio, i carabinieri hanno arrestato 12 presunti mafiosi nel mandamento di Porta Nuova in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip del tribunale di Palermo su richiesta del procuratore aggiunto della Dda Paolo Guido e del pool di sostituti che ha coordinato l’indagine. Quattro indagati sono finiti in carcere, mentre altri otto agli arresti domiciliari. I dodici sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, coltivazione e spaccio di stupefacenti, violenza privata e lesioni personali aggravate dal metodo e dalle finalità mafiose. Dieci giorni fa, il 6 luglio, gli arresti erano stati 18: un colpo grosso dunque per il clan. L’operazione di questa notte - fanno sapere i militari dell'Arma - è la prosecuzione del blitz del 6 febbraio contro boss e gregari del mandamento di Porta Nuova, scattato pochi giorni dopo l’omicidio del capomafia Giuseppe Incontrera, delitto per cui è in custodia cautelare il reo confesso Salvatore Fernandez, anche lui indagato nella prima tranche dell’indagine. Entrambi i blitz sono scattati dopo che dalle intercettazioni sono emersi chiari segnali di una possibile escalation di violenze.

 

 

E infatti, il blitz di questa notte ha evitato che si consumasse la vendetta per l'omicidio di Emanuele Burgio, il pregiudicato vicino ai clan, ucciso alla Vucciria il 31 maggio dello scorso anno. I carabinieri del nucleo investigativo hanno arrestato il padre Filippo Burgio: dalle indagini coordinate dai magistrati della Dda è emerso come stesse pianificando da mesi la vendetta per l'uccisione del figlio e avesse già identificato i soggetti che lui riteneva co-responsabili della sua morte.

 

 

Ma non solo: con i 12 arresti è stata colpita pesantemente l'organizzazione delle sei maggiori piazze di spaccio nel centro città, quelle che riforniscono la movida cittadina. Gli inquirenti hanno disarticolato tutte la filiera del traffico di stupefacenti nel mandamento di Porta Nuova: dall'approvvigionamento all'ingrosso fino allo spaccio al dettaglio. Un business gestito direttamente dai vertici della struttura criminale per alimentare le casse mafiose. L'associazione avrebbe assunto la gestione diretta di 6 piazze di spaccio, localizzate nei centralissimi quartieri del Capo, della Vucciria, di Ballarò e della Zisa (via dei Cipressi, piazza Ingastone e via Regina Bianca), tutte capeggiate da elementi gravemente indiziati di appartenere a cosa nostra.