Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Crollo ghiacciaio Marmolada, sette morti accertati. Le ricerche dei dispersi sospese per maltempo, corpi delle vittime dilaniati

  • a
  • a
  • a

Sette morti e ventidue dispersi accertati. Sono questi i numeri aggiornati della strage sulla Marmolada, dove ieri è crollato un enorme seracco dal ghiacciaio. "Tra i dispersi la maggior parte sono veneti e trentini, mentre tra gli stranieri ci sono cittadini nazionalità ceca", dicono fonti dei Carabinieri di Trento all’Adnkronos. Ma il maltempo non consente ai soccorritori di portare avanti con facilità le ricerche. Anzi. Sulla Val di Fassa si è abbattuto un forte temporale, che ha anche costretto all'elicottero del presidente del Consiglio Mario Draghi - arrivato a Canazei assieme al capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio solamente nel primo pomeriggio in macchina - di tornare a Verona dopo esser stato deviato su Trento. Le intense precipitazioni, inoltre, hanno costretto gli uomini del Soccorso Alpino a sospendere le ricerche con i droni in attesa di un miglioramento del meteo. Il delegato del Soccorso alpino per la seconda zona Dolomiti Bellunesi presente a Canazei, Alex Barattin, ha spiegato che i droni hanno fatto "degli avvistamenti e sono stati fatti dei recuperi di corpi di persone, materiale, corde e con i dati che abbiamo andiamo a vedere. Non abbiamo un numero definitivo. In questo momento la situazione è critica perché c'è la possibilità di avere dei distacchi, nessuno può entrare nel ghiacciaio - ha spiegato Barattin - Stiamo monitorando tutto con i droni, laddove riscontriamo qualcosa di dettaglio andiamo a intervenire con l'elicottero. Le operazioni di ricerca ripartiranno oggi appena le condizioni meteo ci permetteranno di continuare".

 

 

Il seracco crollato ha travolto le vittime a una velocità di circa 300 chilometri orari. Una vera e propria carneficina, che rende più complicate del previsto anche le operazioni di riconoscimento dei corpi. Secondo quanto si apprende da fonti investigative, infatti, alcune vittime verranno identificate solamente attraverso l'esame del Dna. Per quanto riguarda le operazioni di ricerca, invece, prima della sospensione per il maltempo il portavoce nazionale del Soccorso Alpino, Walter Milan, aveva parlato di una situazione "molto complicata, in questo momento l’attività principale è svolta dai droni che stanno scandagliando ogni metro della valanga. Il pericolo oggi sono le alte temperature e non sono esclusi ulteriori crolli, per cui stiamo lavorando con meno forze possibili sul terreno per non mettere a rischio i soccorritori. Lo zero termico è a oltre 4000 metri, adesso è previsto un peggioramento che potrebbe portare qualche precipitazione in serata”. Precipitazioni che però, come detto, sono arrivate in anticipo rispetto alle previsioni. 

 

 

È una "situazione drammatica, con sei decessi di cui tre veneti. Poi l’inquietudine dei dispersi perché siamo costretti alla conta delle auto nei parcheggi e in particolar modo la cosa è tragica rispetto al conto degli stranieri che magari non avvisano casa. Dall’altro la tragedia del contesto nel quale è avvenuta la frana e quindi il distacco del seracco, perché è un contesto nel quale i corpi sono dilaniati e c’è un problema di identificazione", aveva detto il presidente del Veneto, Luca Zaia, appena giunto alla sede del Soccorso alpino di Canazei, in Trentino. "Siamo inquietati dalla conta che rischia di essere veramente tragica, lo è già adesso, lo sarà ancora di più". Per quanto riguarda i feriti, quattro su otto sono ricoverati all'ospedale Santa Chiara di Trento. Due dei superstiti sono in rianimazione: una ragazza di 29 anni di Pergine Valsugana e una 51enne di Como, a quanto si apprende sarebbero in condizioni molto gravi. Stabili in reparto gli altri due: un 27enne di Barbarano Mossano in provincia di Vicenza, e un 33enne di Pergine.