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Crollo sulla Marmolada, sei morti e continuano le ricerche dei diciassette dispersi. Ghiaccio sceso a 300 chilometri all'ora

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Sono riprese questa mattina, lunedì 4 luglio, le ricerche dei dispersi sulla Marmolada, dopo la caduta del ghiacciaio verificatasi ieri. Un crollo che ha provocato sei morti accertati, molti feriti e diciassette persone in attesa di essere ritrovate, anche se con poche possibilità che siano ancora in vita. Una vera e propria tragedia. I tecnici del Soccorso Alpino Trentino, che hanno mappato tutta l'area della montagna in cui si è verificato il crollo del seracco, hanno accertato che la massa di materiale staccatosi dal ghiacciaio è scesa da una velocità di 300 chilometri all'ora. "Una parte consistente del ghiacciaio è ancora attaccata alla montagna: si tratta di un fronte di ghiaccio di 200 metri con un’altezza di 60 metri ed una profondità di 80 metri - ha scritto su Facebook il presidente della provincia di Trento, Maurizio Fugatti - Se si volesse fare un termine di paragone, dicono gli esperti, si tratta dell’equivalente di due campi di calcio colmi di ghiaccio. Il tutto esposto a 45 gradi di pendenza. Il materiale che si è staccato è invece esteso su un fronte di due chilometri sulla via normale ad un’altezza di circa 2.800 metri: e questo significa, appunto, che la massa di materiale staccatosi ha percorso almeno 500 metri con una velocità stimata dai tecnici pari a 300 km l’ora".

 

 

Le operazioni di ricerca sono riprese con le prime luci dell’alba. Un lavoro complesso, che necessità di basse temperature per garantire la sicurezza di chi opera. C'è, infatti, "il rischio concreto che un’altra massa di ghiaccio crolli", ha detto Silvano Ploner del Soccorso alpino della val di Fassa. Sei le vittime accertate della tragedia: tre italiani, un cecoslovacco, oltre a un uomo e a una donna non ancora identificati, perché la violenza della valanga è stata tale da rendere irriconoscibili i corpi. Il bilancio, ancora provvisorio, conta anche nove persone ferite e venti disperse. Le sei vittime sono state posizionate al palaghiaccio di Canazei dove è stata allestita la camera ardente. Stamattina il riconoscimento da parte dei parenti, mentre sono "ancora in corso le verifiche per identificare i proprietari delle 16 auto che attualmente si trovano nei parcheggi situati nei pressi dei sentieri di accesso all’area", comunica il Soccorso alpino del Trentino. Dal punto di vista delle indagini è stato aperto un fascicolo d’inchiesta per disastro colposo, a carico di ignoti.

 

 

Stamani sono attesi ai piedi della Marmolada il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, i governatori di Veneto e Alto Adige, Luca Zaia e Arno Kompatscher, oltre a quello del Trentino, Maurizio Fugatti. Con loro, a Canazei, ci sarà anche il presidente del Consiglio, Mario Draghi.