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Omicidio in Sardegna, allevatore ucciso a bastonate a Gergei: padre e figlio fermati

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Christian Campigli
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Un omicidio efferato. Una banale lite tra vicini, degenerata nel reato più infamante. Due persone sono state fermate per il brutale omicidio di Massimo Deidda, l'allevatore di 63 anni trovato morto ieri sera nel suo terreno, in contrada Aureddus, a Gergei, nel sud della Sardegna, paese nel quale abitava da sempre. Al momento i carabinieri del comando provinciale di Nuoro e della compagnia di Isili mantengono la massima riservatezza e non forniscono alcuna conferma. Hanno lavorato tutta la notte per ricostruire le ultime ore di vita dell'allevatore e per individuare i presunti autori. Già ieri notte due persone erano state portate in caserma per essere sentite. Poi è scattato il fermo e i due si trovano già in carcere a Uta.

 

 

Secondo le prime indiscrezioni, si tratterebbe di un uomo di 50 anni e del figlio, di 30 anni. “Gergei è addolorata, incredula, triste e molto arrabbiata - ha affermato il sindaco Rossano Zedda, intervistato dall'agenzia di stampa Ansa - Conoscevo il povero Massi. Il nostro paese non merita tutto questo, non merita di essere ricordata così, merita serenità. Siamo vicini ai parenti e agli amici di Massimo, condanniamo senza se e senza ma quanto accaduto”. Il cadavere dell'uomo era stato scoperto verso le 21, quando alcuni vicini avevano notato l'uomo privo di vita.

 

 

Sul luogo, insieme ai militari, erano giunti anche gli uomini del 118. Massimo Deidda sarebbe stato ucciso a colpi di bastone. I testimoni avevano raccontato agli uomini in divisa di un litigio tra la vittima e altre due persone. Mentre il sessantenne si trovava nel suo terreno. Alla base dell'alterco, l'ennesimo sconfinamento di alcune pecore nel terreno vicino. Un'assoluta banalità, soprattutto se paragonata alla vita di una persona.