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Suicidio assistito, morto Mario: è il primo italiano. Il suo testamento: "Continuate a sostenere questa lotta per essere liberi di scegliere"

Christian Campigli
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Una battaglia interminabile. Su un tema che in Italia ancora divide in modo netto e perentorio. Da un punto di vista etico, religioso e anche politico. Mario (nome di fantasia), il quarantaquattrenne marchigiano tetraplegico da dodici anni, ha ricevuto la strumentazione e il farmaco per eseguire il suicidio medicalmente assistito. Il giovane ha vinto una lunga battaglia legale e sarà la prima persona in Italia che potrà legalmente scegliere di porre fine alla propria esistenza. Resa dolorosa e “inaccettabile”, dopo un terribile incidente stradale.

 

 

Come riportato dall'agenzia di stampa Ansa, questa mattina è stata consegnata la strumentazione necessaria dall'associazione Luca Coscioni che, grazie a una “straordinaria mobilitazione”, ha raccolto in poche ore cinquemila euro necessari per autofinanziarsi e portare avanti questa scelta. Alle 11 e 05, Mario è deceduto.

 

 

“In assenza di una legge - spiega l'associazione Coscioni  - lo Stato italiano non si è fatto carico dei costi dell'assistenza al suicidio assistito e dell'erogazione del farmaco nonostante la tecnica sia consentita dalla Corte Costituzionale con la sentenza Cappato/Dj Fabo. Ogni risorsa aggiuntiva sarà utilizzata per le altre iniziative volte a promuovere l'eutanasia legale e il rispetto dei diritti sul fine vita in Italia, comprese le necessità di tutti i casi futuri che chiederanno il supporto dell'associazione Coscioni e del suo team dei legali”. Una scelta che sta già creando polemiche ed infinite prese di posizione. “Grazie a tutti - dichiara Mario - per avere coperto le spese del mio aggeggio, che poi lascerò a disposizione dell'Associazione Luca Coscioni per chi ne avrà bisogno dopo di me. Continuate a sostenere questa lotta per essere liberi di scegliere”.