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Fabio Ridolfi è morto, aveva scelto la sedazione profonda. L'ultimo saluto di Pellegrini: il video

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Fabio Ridolfi, il 46enne di Fermignano - in provincia di Pesaro-Urbino - è morto. L'uomo aveva avviato nel pomeriggio odierno - lunedì 13 giugno - la sedazione profonda, dopo aver scelto la revoca del consenso alla nutrizione e alla idratazione artificiali. Immobilizzato da 18 anni a letto a casua di una tetraparesi, stava provando l'accesso al suicidio assistito, con l’assistenza legale dell’Associazione Luca Coscioni, possibile in Italia per le persone nelle sue condizioni come indicato dalla sentenza della Corte costituzionale Antoniani/Cappato. Dopo una lunghissima attesa, il 19 maggio scorso aveva ottenuto il via libera dal Comitato etico che aveva verificato la sussistenza dei requisiti ma non aveva indicato le modalità né il farmaco che Fabio avrebbe potuto autosomministrarsi.

 

 

Così nei giorni scorsi Fabio ha comunicato la sua scelta - una scelta di ripiego - di ricorrere alla soluzione che avrebbe potuto percorrere senza aspettare il parere mai ricevuto: la sedazione profonda e continua. “Fabio Ridolfi è morto senza soffrire, dopo ore di sedazione e non immediatamente come avrebbe voluto - dichiarano Filomena Gallo e Marco Cappato dell’Associazione Luca Coscioni - Da quattro mesi aveva chiesto l’aiuto medico al suicidio, rientrando nelle condizioni previste dalla Corte costituzionale, ma una serie di incredibili ritardi e di boicottaggi da parte del Servizio sanitario l'hanno portato a scegliere la sedazione profonda e la sospensione dei trattamenti di sostegno vitale in corso". Oggi, dicono Gallo e Cappato, "vogliamo innanzitutto unirci al dolore della famiglia di Fabio. Da domani continueremo a batterci affinché non si ripetano simili ostruzionismi e violazione della volontà dei malati. Continueremo in ogni caso a fornire aiuto diretto alle persone che si rivolgeranno a noi per far valere il loro diritto di decidere sulla propria vita". La famiglia annuncia lo svolgimento dei funerali in forma privata.

 

 

Nei giorni scorsi, il capitano della Roma Lorenzo Pellegrini aveva inviato un videomessaggio a Ridolfi, che aveva chiesto come ultimo desiderio di incontrare il centrocampista della nazionale e Zaniolo. "Ciao Fabio, ho sentito parlare di te e del tuo desiderio. Sono in nazionale e non riuscirò purtroppo a passare di persona ma ci tenevo tanto a fare questo video per mandarti un grande saluto. Quindi eccomi qua, ti mando un saluto grande, un abbraccio e un bacio". Da quando Ridolfi aveva espresso il desiderio, fa sapere l'Associazione Luca Coscioni, "è partita una mobilitazione generale che ha coinvolto chiunque avesse i contatti con un tramite per arrivare ai due beniamini della sua squadra del cuore. Passaparola che in poche ore ha raggiunto Lorenzo Pellegrini, mentre era impegnato nel ritiro con la nazionale impegnata in Nations League contro l'Inghilterra". "Ciao Lorenzo - ha replicato Andrea Ridolfi, fratello di Fabio rivolgendosi a Pellegrini - volevo ringraziarti a nome di tutta la mia famiglia e in particolare di Fabio per il pensiero che hai avuto nei suoi confronti. Hai esaudito un suo desiderio ed è stato un regalo enorme per lui. Come gli ho detto poco tempo fa "te ne vai da Campione d'Europa" e questa coppa lo rende ancora più orgoglioso di tifare Roma. Grazie di cuore". "Grazie infinite a Lorenzo Pellegrini, per la sua enorme sensibilità nell'aver inviato questo messaggio e aver corrisposto così al desiderio di Fabio, mentre era impegnato nella preparazione della partita della nazionale che sarebbe scesa in campo di lì a poche ore. Questa è attenzione, sensibilità, pensiero, rispetto. Il Governo avrebbe dovuto intervenire con responsabilità e tempestività contro l'azienda sanitaria che sta negando il fine vita richiesto da Fabio. Contro questi ritardi, intervenendo subito evitandogli un epilogo che non avrebbe voluto", ha commentato Filomena Gallo, legale di Fabio Ridolfi e segretario dell'Associazione Luca Coscioni.