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Imola, frode fiscale da sei milioni e mezzo: arrestato imprenditore del settore dei trasporti

Christian Campigli
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Un sistema basato su prestanome, teste di legno e dipendenti ignari di lavorare per un uomo d'affari pronto a tutto, pur di accumulare soldi. Anche ad evadere le tasse e a non versare un centesimo dei contributi dovuti ai propri assunti. Un imprenditore di sessant'anni del settore trasporti di Imola è stato arrestato questa mattina dalla guardia di finanza, con l'accusa di aver organizzato una frode fiscale da sei milioni e mezzo.

 

 

L'uomo si trova ora ai domiciliari e il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Bologna ha disposto il sequestro preventivo dei bene appartenenti a quattro società a lui riconducibili, fra cui tre immobili, due auto e altri oggetti di valore. La società in questione era amministrata formalmente da parenti o collaboratori e offriva servizi di trasporto merci contando su oltre 400 autisti, assunti attraverso altre quattro società, soprattutto cooperative che non versavano né imposte né contributi. L'imprenditore acquistava la manodopera da queste false società, una delle quali con sede in Romania, per eludere la legislazione italiana, deducendo i costi.

 

 

Nello specifico, queste società, prive dei mezzi e delle infrastrutture necessarie per esercitare l’attività, erano amministrate da teste di legno con diversi precedenti. Non versavano imposte, né contributi previdenziali ed assistenziali, causando così un danno diretto sia all’erario che ai lavoratori assunti. Il sequestro ha riguardato anche diversi gioielli ed orologi di pregio rinvenuti nella casa dell’imprenditore nel corso della perquisizione. Non va infine dimenticato che la società imolese poteva offrire servizi di trasporto a prezzi di gran lunga inferiori rispetto ai suoi competitor. Il classico degli esempi di concorrenza sleale.