Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Vaiolo delle scimmie: sesso, trasmissione da uomo ad animale e vaccino. Ecco le indicazioni del ministero della salute: sintomi e cosa fare

  • a
  • a
  • a

"Attualmente, si conosce poco sull'idoneità delle specie animali europee peri-domestiche (mammiferi) a fungere da ospite per il virus del Vaiolo delle scimmie. Tuttavia, si sospetta che i roditori, e in particolare le specie della famiglia degli Sciuridae (scoiattoli), siano ospiti idonei, più dell'uomo, e la trasmissione dall'uomo agli animali (da compagnia) è quindi teoricamente possibile". E' quanto riporta nuova circolare del ministero della salute "Casi di vaiolo delle scimmie. Aggiornamento sulla situazione epidemiologica e indicazioni per la segnalazione, tracciamento dei contatti e gestione dei casi". "Un tale evento di spill-over - prosegue la circolare - potrebbe in ultima analisi portare il virus a stabilirsi nella fauna selvatica europea e la malattia a diventare una zoonosi endemica".

Nella circolare si spiega anche che "data la possibile trasmissione inter-umana, anche in assenza di viaggi in zone endemiche osservata in questo evento, si considera che la probabilità di un'ulteriore diffusione del virus attraverso un contatto stretto, ad esempio durante le attività sessuali, è considerata alta".  La probabilità di trasmissione tra individui senza contatto stretto è considerata bassa. Ancora: i contatti asintomatici di casi di vaiolo delle scimmie "non devono donare sangue cellule, tessuti, organi, latte materno o sperma mentre sono sotto sorveglianza. I contatti - afferma la circolare - devono essere monitorati almeno quotidianamente per l'insorgenza di segni/sintomi riferibili a Mpx per un periodo di 21 giorni dall'ultimo contatto con un paziente o con i suoi materiali contaminati durante il periodo infettivo".

Segni e sintomi includono "mal di testa, febbre, brividi, mal di gola, malessere, astenia, mialgia, mal di schiena, eruzione cutanea e linfoadenopatia". I contatti di casi monkeypox devono monitorare la loro temperatura due volte al giorno. Durante i 21 giorni di sorveglianza i contatti di caso devono evitare contatti con persone immunodepresse, donne in gravidanza e bambini di età inferiore ai 12 anni. Sulla vaccinazione, infine, la circolare spiega che "la somministrazione post-esposizione (idealmente entro quattro giorni dall'esposizione) può essere presa in considerazione per contatti a rischio più elevato come gli operatori sanitari, compreso il personale di laboratorio, previa attenta valutazione dei rischi e dei benefici".