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Report, perquisizioni Dia dopo servizio su Capaci. Ranucci: "Delle Chiaie su luogo attentato, cercano prove su pc e telefonini"

Sigfrido Ranucci ha ideato e conduce Report

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Sviluppi dopo la puntata televisiva di ieri sera, lunedì 23 maggio, di Report andata in onda su Rai3. La Direzione investigativa antimafia ha perquisito l’abitazione di un giornalista della trasmissione tv, Paolo Mondani, su mandato della Procura di Caltanissetta. In una nota la Procura di Caltanissetta spiega che la perquisizione "non riguarda in alcun modo l’attività di informazione svolta dal giornalista, benché la stessa sia presumibilmente susseguente a una macroscopica fuga di notizie, riguardante gli atti posti in essere da altro ufficio giudiziario»".

Sigfrido Ranucci sulla sua pagina Facebook parla anche di una perquisizione nella redazione di Report e nella sua abitazione. "Il motivo - scrive Ranucci - sarebbe quello di sequestrare atti riguardanti l’inchiesta di ieri sera sulla strage di Capaci, nella quale si evidenziava la presenza di Stefano Delle Chiaie, leader di avanguardia nazionale, sul luogo dell’attentato di Capaci. Gli investigatori - ancora Ranucci - cercano atti e testimonianze anche su telefonini e pc".

Nella puntata andata in onda ieri sera, Report ha intervistato l’ex brigadiere dei carabinieri Walter Giustini sui verbali del collaboratore di giustizia Alberto Lo Cicero riguardanti la preparazione della strage di Capaci e il ruolo di Salvatore Biondino, che avrebbe accompagnato Totò Riina in alcune riunioni nella proprietà del boss mariano Tullio Troia. Giustini nell’intevista rivela di avere informato i suoi superiori delle rivelazioni di Lo Cicero "prima delle stragi del 1992", mentre il ’capo dei capi' verrà arrestato soltanto il 15 gennaio del 1993. "Tali dichiarazioni sono totalmente smentite dagli atti acquisiti da questa Procura sia presso gli archivi dei carabinieri, sia nell’ambito del relativo procedimento penale della Procura di Palermo - afferma il procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca -. Il riscontro negativo emerge dalle trascrizioni delle intercettazioni ambientali fatte nei confronti del Lo Cicero, prima della sua collaborazione, nonché da tutti i verbali di sommarie informazioni e di interrogatorio dallo stesso resi prima dei su indicati eventi".

In particolare, nel corso delle sommarie informazioni del 25 agosto 1992, Lo Cicero "dichiara di aver riscontrato delle anomalie nel comportamento di alcuni uomini d’onore poco prima della strage di Capaci - ricostruisce il procuratore di Caltanissetta -, pensando però che volessero organizzare qualcosa per ucciderlo (Lo Cicero era già stato vittima di un tentato omicidio nel dicembre del 1992), concludendo ’mai avrei pensato quello che poi è avvenuto' (la strage di Capaci, ndr)". In merito al ruolo di Salvatore Biondino, invece, il procuratore di Caltanissetta spiega: "Lo Cicero ha affermato, sia nel corso delle discussioni intercettate che nell’ambito degli interrogatori antecedenti alla cattura di Salvatore Riina, che Biondino era l’autista del latitante Giacomo Giuseppe Gambino, arrestato già diversi anni prima delle dichiarazioni in esame, non facendo in alcun modo menzione di Salvatore Riina, se non il 22 gennaio 1993, cioè in data successiva alla cattura del latitante". La Procura riporta, a questo proposito, uno stralcio del verbale di Lo Cicero: "Vedendo la sua immagine proprio sui giornali e in televisione, mi sono ricordato che quella persona l’ho vista qualche volta nella villa di Troia", disse il collaboratore di giustizia. Giustini parla anche delle rivelazioni di Lo Cicero, e della compagna Maria Romeo, sull’esponente della destra neofascista Stefano Delle Chiaie: "Lo aveva visto un paio di volte a Capaci", dice Giustini a Report, ma il procuratore di Caltanissetta afferma: "Lo Cicero, sia nel corso delle conversazioni intercettate che nel corso degli interrogatori da lui resi al pubblico ministero e ai carabinieri, non fa alcuna menzione di Stefano Delle Chiaie".